martedì 17 gennaio | 10:20
pubblicato il 13/set/2012 08:35

Libia/ Romney attacca Obama, ma è un boomerang contro se stesso

Per il Washington Post ha "screditato la sua campagna"

Libia/ Romney attacca Obama, ma è un boomerang contro se stesso

Roma, 13 set. (askanews) - Non ha perso tempo ieri Mitt Romney a cercare di sfruttare il dramma di Bengasi, attaccando il presidente in carica Barack Obama. Ma la sua tattica è diventata un boomerang e dalla stampa Usa oggi piovono critiche. La prima reazione dello sfidante repubblicano all'assalto del consolato Usa nella città libica, martedì sera, è stata di accusare l'amministrazione Obama di "simpatizzare con gli assalitori". Ieri mattina, quando gli Usa si sono svegliati scoprendo che fra le vittime di Bengasi c'era l'ambasciatore in Libia Christopher Stevens, Romney ha tenuto una conferenza stampa asserendo che Obama di fatto "ha chiesto scusa per i valori americani". Sono accuse che un editoriale del WASHINGTON POST oggi bolla come "volgari" e tali "da screditare la sua campagna elettorale". Non solo; secondo il Post - e l'editoriale, a due mesi dalle presidenziali, è quasi un "endorsement" per Obama - stupisce che Romeny non abbia avuto nulla da dire contro il film che ha scatenato le violenze, "spregevole e bigotto", e contro "tanto odio diretto contro una grande religione" come l'Islam. Mentre Obama, promettendo " giustizia" per Stevens,"ha trovato il tono giusto, dicendo che 'respingiamo ogni sforzo di denigrare le convizioni religiose altrui' e che però 'non esiste giustificazione per questa violenza senza senso'". Il NEW YORK TIMES definisce lo scontro fra i candidati presidenti come "il più vivace finora sui temi di politica estera", e tale "da mettere Romney sulla difensiva: ha cercato di segnalare la sua diversità rispetto al presidente e le sue credenziali come potenziale comandante in capo". E il LOS ANGELES TIMES commenta: "la rapidità di Romney nell'attaccare l'amministrazione fin da martedì sera sembra violare la tradizione che vuole almeno uno sfoggio di unità nazionale di fronte a una minaccia esterna". Molti anche fra i parlamentari repubblicani non hanno affatto apprezzato secondo il quotidiano della costa ovest, che ne ha intervistati diversi e osserva che per alcuni Romeny non è apparso abbastanza dignitoso e "presidenziale" nei suoi commenti. Come osserva il LAT, "anche in una campagna dominata da temi economici, per molti elettori la gestione delle crisi estera resta un punto qualificante per un presidente e nei sondaggi Romney su questo tema è costantemente dietro Obama".

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