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pubblicato il 24/mar/2011 09:08

Libia/ Oggi il voto della Camera, Berlusconi vola al Consiglio Ue

Premier: Grazie a mozione mi batterò su immigrati. E su Gheddafi

Libia/ Oggi il voto della Camera, Berlusconi vola al Consiglio Ue

Roma, 24 mar. (askanews) - Tocca oggi alla Camera votare sulla missione italiana in Libia, dopo il sì di ieri al Senato in ordine sparso con l'approvazione di distinte mozioni di Pdl-Lega e Pd grazie alla non partecipazione al voto degli uni sugli altri. Il copione, con ogni probabilità, sembra destinato a riptersi, condito in più da presenza e possibili interventi in aula dei big che siedono alla Camera e non in Senato. I testi delle mozioni depositate dai gruppi sono le stesse; l'opposizione è probabile offra di nuovo la disponibilità a ritirare tutti i testi in nome di una convergenza sulla presa d'atto delle dichiarazioni del Governo, semprechè Frattini e La Russa non cambino indicazioni; la Lega pretenderà il voto sul testo della maggioranza. E quindi anche alla Camera si dovrebbe andare al voto su testi diversi con disponibilità reciproca a nomn votare contro quella dell'altra per non archiviare del tutto quella convergenza bipartisan tanto auspicata dal Quirinale e a parole voluta da tutti ma che, dopo essersi anche materializzata per un attimo nel primo voto delle commissioni -assente la Lega- all'indomani dell'ok alla risoluzione Onu, ieri in Senato è andata in frantumi. Come a palazzo Madama, 'grande assente' anche a Montecitorio sarà il Premier Silvio Berlusconi, unico fra i capi dei Governi dei Paesi impegnati nella missione in Libia, a non aver partecipato al confronto con il Parlamento. Ieri sera, durante dibattito e voto del Senato, era a cena con i Responsabili a festeggiare la promozione di Saverio Romano a ministro. Oggi il Premier è invece a Bruxelles, dove prima al summit del Ppe e poi, soprattutto, al Consiglio Ue intende battersi sui due punti forti del testo in nove disposizioni che la mozione Pdl-Lega contiene: il rispetto della no fly zone quale limite invalicabile della missione, il 'pattugliamento' del Mediteranneo anche in funzione anti sbarchi di immigrati in Italia. "L'Italia non è entrata in guerra e non vuole entrarci. Insisterò con i colleghi europei perché vengano accettati gli impegni previsti nel documento della maggioranza", ha detto il Premier prima di partire alla volta del vertice Ue. Tornando anche a ripetere come il destino di Muhammar Gheddafi gli stia particolarmente a cuore, con disponibilità e impegno per ogni iniziativa diplomatica possibile una volta ottenuto dal rais "un vero" e definitivo cessate il fuoco su Bengasi e i ribelli libici. "Siamo tutti tesi a chiedere a Gheddafi un vero cessate il fuoco, la fine delle ostilità da parte del Colonnello - ha detto Berlusconi- è la condizione sine qua non per ogni mediazione". Che, seppure "ancora non mi sembra possibile" perchè Gheddafi "è ancora fiducioso di potercela fare", a giudizio del nostro Premier non dovrà tardare a iniziare. E per la quale, assicurano in molti, lui stesso è pronto a spendersi in prima persona.

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