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pubblicato il 01/mag/2011 18:10

Libia/ Lega in pressing. Domani Pdl cerca quadra su mozioni

Bossi: Se non si vota nostra mozione, salta il governo. Napoli: "Ha ragione ma..."

Libia/ Lega in pressing. Domani Pdl cerca quadra su mozioni

Roma, 1 mag. (askanews) - Il bombardamento Nato di stanotte sul quartier generale di Gheddafi, con l'uccisione del figlio minore e di tre nipoti, ha contribuito a rafforzare la convinzione della Lega Nord che la propria mozione sia l'ultima mediazione possibile sul 'caso' Libia. Per la verità da subito il documento in sei punti,che chiede di stabilire una data certa per la fine del conflitto, di non ricorrere "mai" ad un'operazione di terra, e di non aumentare la pressione tributaria per finanziare la missione era apparso come un 'prendere o lasciare'. Oggi Umberto Bossi ha rincarato la dose sostenendo che se la mozione del Carroccio non sarà votata anche dal Pdl ci andrà di mezzo il governo. (Se non la votano "vuol dire che vogliono far saltare il governo", ha detto il leader leghista a margine di una manifestazione del Sin.Pa) 'Minaccia' di fronte alla quale il Pdl sembra aver preso tempo. Almeno fino a domani. Domattina a Palazzo Chigi è infatti previsto un 'mini' vertice tra il sottosegretario Gianni Letta e i capigruppo del partito a Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri insieme ai vice Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello. Pare esclusa, al momento, la partecipazione del premier Silvio Berlusconi che oggi si è tenuto alla larga dai giornalisti. Ma tutti hanno visto, in diretta tv, il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seduto accanto a lui, prima dell'inizio della beatificazione, in piazza San Pietro, di Giovanni Paolo II. Terminata la cerimonia, Berlusconi non ha fatto rientro a Palazzo Grazioli ed è volato direttamente a Milano, dove ha seguito la partita sugli spalti di San Siro. Nel quartier generale del Pdl bocche cucite sulla possibilità di votare o meno la mozione leghista e rispondere così all'ultimatum del Carroccio. E' stato il vice presidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli l'unico a riconoscere da un lato che "Bossi ha ragione" e che se la maggioranza non darà un segnale di unità votando compatta una mozione "aumenterà il rischio di un suo collasso politico" ma, dall'altro, i giochi, ha osservato, sono tutti aperti. Insomma è ancora tutto da decidere, pare di capire, quale sarà il testo della auspicata convergenza. "Allo stato dell'arte, infatti - ha spiegato Napoli -, ci sono alte probabilità che ciascun gruppo parlamentare voti la propria mozione cercando tutt'al più l'astensione di altri gruppi". Insomma entro ventiquattro ore la maggioranza dovrà trovare la quadra visto che il voto sulle mozioni è previsto alla Camera per martedì. La vicenda è seguita con grande attenzione da Giorgio Napolitano che più volte, per canali ufficiali o attraverso contatti informali, ha ribadito la necessità di evitare una brutta figura dell'Italia davanti al mondo e agli impegni presi con Onu e Nato. Impossibile da appurare ma probabile da ipotizzare il fatto che l'argomento sia rientrato anche nel fitto colloquio di stamani tra presidente e premier.

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