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pubblicato il 27/apr/2011 18:34

Libia/ La Russa: Aerei pronti a colpire. Maroni: Scelta sbagliata

Cdm rinviato, la Lega chiede un passaggio parlamentare

Libia/ La Russa: Aerei pronti a colpire. Maroni: Scelta sbagliata

Roma, 27 apr. (askanews) - Aerei ed equipaggi italiani sono pronti a bombardare in Libia. "Al termine di questa informativa (alle 16 del pomeriggio, ndr) saranno messi a disposizione della Nato per essere impiegati", ha annunciato il ministro della Difesa Ignazio La Russa insieme al capo della diplomazia Franco Frattini, davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. L'intervento militare in Libia ha allontanato decisamente il Pdl dalla Lega, che nelle ultime ore è stata protagonista di un vero e proprio 'stop and go', fino alla richiesta di un passaggio parlamentare sulle mutate regole di ingaggio e alla posizione del ministro degli Interni Maroni che parla di "decisione incomprensibile". Nel pomeriggio, il partito di Bossi era sembrato conciliante: "La nostra non è una posizione contro il governo, è dentro il governo. Si mettano l'anima in pace coloro che fanno paragoni con il governo Prodi", ha dichiarato il capogruppo leghista alla Camera Marco Reguzzoni dopo aver ascoltato con attenzione La Russa e Frattini. Ma le tensioni all'interno della maggioranza sono riemerse dopo un paio d'ore: "Non c'è nessun dietrofront della Lega. La linea rimane quella dettata da Bossi sulla Padania. Il resto sono variazioni sul tema", ha precisato dall'alto della sua carica il ministro dell'Interno Roberto Maroni, uscendo da un incontro col Senatur. "Non riusciamo a capire perché una decisione così, che era già stata contrastata da lui stesso in Consiglio dei ministri, sia stata presa senza consultare nessuno, inopinatamente", ha aggiunto il titolare del Viminale, definendo "inevitabile" un passaggio parlamentare. D'altronde la prima pagina di oggi della Padania non lasciava adito a interpretazioni: "Siamo diventati una colonia francese" ha titolato il foglio verde, elencando i motivi di malcontento di Umberto Bossi: oltre ai bombardamenti, le scalate a Edison e Parmalat da parte di gruppi francesi e la ri-apertura di Berlusconi sul nucleare. E l'atteso Consiglio dei ministri - dove il Carroccio avrebbe dovuto sollevare le divergenze sulla Libia - è stato rimandato all'inizio della settimana prossima. "Intendiamo utilizzare tutto il peso politico per evitare ulteriori danni e problemi al Paese. Napolitano ha già detto che la risoluzione Onu comprende già questa evoluzione in Libia, e quindi il parere delle Camere non serve", aveva assicurato nel pomeriggio Reguzzoni. Poi la doccia gelida di Maroni: si va alle Camere e ci contiamo. E dire che su questo punto l'opposizione ha preferito prendere tempo: conviene o meno chiedere il voto su una missione già approvata? Per Rutelli dell'Api, il "cambio di rotta" esige "un'autorizzazione esplicita dal Parlamento e dalle commissioni". Idv e Fli hanno - per ora - solo annunciato distinte mozioni per fare chiarezza sugli equilibri di maggioranza.

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