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pubblicato il 28/apr/2011 21:21

Libia/ La moral suasion di Napolitano non ferma le opposizioni

Stamattina colloquio con Fini per valutare ammissibilità mozioni

Libia/ La moral suasion di Napolitano non ferma le opposizioni

Roma, 28 apr. (askanews) - La 'moral suasion' di Giorgio Napolitano continuerà fino al momento del voto, il capo dello Stato ha troppo a cuore l'immagine del Paese per lasciare che calcoli di partito possano arrecare gravi danni, ma per ora l'azione diplomatica del presidente non è riuscita a frenare le opposizioni, che hanno presentato mozioni da votare la prossima settimana. Ancora stamattina, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, il Colle e il presidente della Camera Gianfranco Fini hanno avuto un colloquio e hanno ragionato sulla ammissibilità di un nuovo dibattito parlamentare, dopo quello dello scorso marzo. Napolitano, secondo quanto viene riferito, avrebbe ripetuto le sue valutazioni espresse pubblicamente martedì scorso: dal punto di vista giuridico un nuovo voto non sarebbe necessario, visto che la risoluzione approvata prevede già l'uso di "tutte le misure necessarie". Fini, sempre secondo i racconti di fonti parlamentari, avrebbe assicurato che verrà valutata scrupolosamente l'ammissibilità delle mozioni. Ma, secondo quanto viene riferito, il presidente della Camera sembra convinto che difficilmente si potrà dire no a Pd, Idv e 'terzo polo': la posizione della Lega, nelle forme in cui è stata espressa in questi giorni, rappresenta una novità; inoltre, a marzo Berlusconi si era affrettato a precisare che l'Italia non partecipava agli attacchi. Ora i caccia dell'aeronautica bombardano e pare difficile stoppare la richiesta delle opposizioni. Nel merito, Napolitano non ha nulla da eccepire sui documenti del 'terzo polo' e del Pd, che di fatto sposano la linea del Quirinale e si richiamano alla risoluzione Onu. Il problema è che Napolitano sperava si potesse evitare il voto dal momento che la Lega sta mettendo a rischio la tenuta del Governo. E per il capo dello Stato, raccontano, non c'è niente di peggio che rischiare una crisi, o comunque dare l'immagine di un Governo azzoppato, proprio mentre i caccia italiani iniziano a bombardare le truppe di Gheddafi. Peraltro, anche nel Pd e nel 'terzo polo' c'erano diverse perplessità sulla presentazione delle mozioni. L'area veltroniana, ma anche esponenti di maggioranza, nutrivano dubbi su una scelta che complica il compito di Napolitano e rischia di esporre il Pd ad un boomerang, se la maggioranza dovesse trovare un'intesa in extremis, come lo stesso Pier Luigi Bersani ha ipotizzato stasera. E Pier Ferdinando Casini, raccontano, aveva dato assicurazioni al Quirinale che si sarebbero evitate speculazioni sulla Libia. La durezza delle posizioni leghiste, però, ha fatto prevalere i 'falchi', sia dentro il Pd che nel terzo polo.

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