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pubblicato il 23/feb/2011 19:30

Libia/ Frattini: Superato ogni limite, violenza ingiustificabile

Violati "diritti umani basilari"

Libia/ Frattini: Superato ogni limite, violenza ingiustificabile

Roma, 23 feb. (askanews) - "A tutto c'è un limite. Noi abbiamo in quest'aula approvato l'accordo italo-libico: ora è il momento di dire che certamente la violenza contro il popolo libico è qualcosa che mai può essere in alcun modo giustificata". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo al Senato. "Nessuna spiegazione", "nessuna motivazione", "nessuna scusa" possono giustificare la condotta del regime di Gheddafi, che sta offendendo i "diritti umani di base" secondo Frattini. L'Italia, ha ricordato il ministro, si è unita "alla chiara unanime condanna senza riserve di queste azioni" da parte dell'Unione Europea "con richiesta immediata di sospensione delle violenze per aprire il dialogo nazionale e per ascoltare la voce del popolo". "Questa è stata la reazione dell'Europa, questa è stata la reazione dei nostri amici americani - ha aggiunto Frattini - questa è stata in Italia la forte volontà che il capo dello Stato (Giorgio Napolitano) ha voluto trasmettere con la sua pubblica dichiarazione, e la voce che il governo ha evidentemente rappresentato e rappresenterà". "La Farnesina sta operando senza soluzione di continuità per far defluire dalla Libia tutti i connazionali che hanno manifestato la volontà di lasciare il Paese": è quanto si legge in una nota diffusa dal Ministero degli Esteri. "A poco più di 48 ore dall'improvviso degradarsi della situazione a Tripoli", spiega il comunicato, "malgrado la situazione problematicissima, dovuta ad un crescente affollamento dell'aeroporto internazionale, sono stati già rimpatriati circa 800 italiani, anche per mezzo di voli speciali Alitalia organizzati e finanziati dall'Unità di Crisi". Altri voli, organizzati in coordinamento con il Ministero della Difesa, contribuiranno auspicabilmente già entro la fine della giornata di oggi a completare il deflusso dalla Capitale e dalle zone limitrofe della Tripolitania. In coordinamento con il Ministero della Difesa si sta operando per rimpatriare via mare circa 150 italiani fermi nella città di Misurata. Si sta altresì lavorando, anche tramite coordinamento comunitario, per rimpatriare al più presto circa 40 connazionali attualmente a Bengasi.

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