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pubblicato il 18/mar/2011 19:45

Libia/ Calderoli si astiene in Cdm: Serve dibattito Camere

Bossi sposa prudenza Merkel: I più vicini a Gheddafi siamo noi...

Libia/ Calderoli si astiene in Cdm: Serve dibattito Camere

Roma, 18 mar. (askanews) - Anche in Consiglio dei Ministri la Lega ha espresso le sue perplessità sul "ruolo attivo" dell'Italia in Libia. A farsene portavoce il ministro Roberto Calderoli, "visibilmente a disagio", raccontano i presenti, tanto da arrivare al voto d'astensione, confermano fonti autorevoli. Posizione, quella dell'unico ministro leghista presente, motivata con la necessità di un dibattito parlamentare sul tema, che porti ad una ulteriore riflessione. Agli atti resta anche la dichiarazione di Umberto Bossi, diffusa proprio durante il Cdm: "La Lega Nord si sente vicina alla posizione della Germania". Un atteggiamento, quello di Calderoli in Cdm, che si riflette nell'irritazione per le convocazioni immediate delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato: "Qualcuno ha voluto forzare la mano - spiega un parlamentare del Carroccio - e schiacciarci sulle posizioni di Francia e Gran Bretagna che però hanno altri interessi nell'area rispetto all'Italia". Senza contare le pressioni degli Stati Uniti: "I bombardieri Usa erano già pronti a decollare da Aviano, poi per fortuna è arrivato l'annuncio del cessate il fuoco da parte di Gheddafi", spiega la stessa fonte. A giudizio della Lega, però, con un intervento di questo tipo "sicuramente a rimetterci più di tutti è l'Italia, a guadagnarci sarebbero soprattutto i cinesi". Non solo: "I profughi ce li dobbiamo tenere noi ma poi gli dobbiamo dare le basi?". La posizione della Lega, spiegano dal Carroccio, si fonda sulla "preoccupazione per una possibile escalation: Gheddafi ha i missili o non li ha? E se li ha, può caricarli con testate chimiche, visto che sappiamo che ha depositi di agenti chimici? E in questo caso, funzionerebbe l'ombrello protettivo della Nato?", sono le domande che pone un'altra fonte leghista. Perchè "i più vicini alla Libia siamo noi...". I leghisti vogliono dunque "aspettare l'evolversi della situazione nelle prossime 24-48 ore". Nel frattempo assicurano la possibilità di riunirsi per le commissioni, ma non firmano le risoluzioni. "E nessuno adesso si sogni di attaccarci: siamo sulle stesse posizioni della Germania di Angela Merkel...". Neanche per le assenze nelle commissioni riunite: "Saremmo voluti esserci - spiega un parlamentare - perchè è un momento critico e volevamo esprimere la nostra posizione. Ma gli orari degli aerei per Roma sono quelli che sono".

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