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pubblicato il 30/apr/2011 18:02

Libia/ Calderoli annuncia disgelo. Pdl: Prevale buon senso

Lega: Nostra mozione metterà d'accordo tutti. No da Pd e Idv

Libia/ Calderoli annuncia disgelo. Pdl: Prevale buon senso

Roma, 30 apr. (askanews) - Il conflitto fra Lega nord e Pdl sulla questione dei bombardamenti contro la Libia "si sta avviando verso una soluzione": il ministro e coordinatore leghista Roberto Calderoli ha dato oggi il segnale del disgelo nella maggioranza. Calderoli si è detto sicuro che la mozione leghista, che impegna il Governo a "fissare un termine entro il quale far cessare qualsivoglia azione militare", metterà d'accordo tutti, maggioranza e opposizioni, "fatte salve - ha detto - posizioni politiche di chi pensa ancora che si debba dare la spallata ad ogni cambiar del vento". A tranquillizzare gli alleati ci ha pensato anche Renzo Bossi, il figlio del leader del Carroccio, che ha ribadito: "La Libia è una cosa, il governo è un'altra". L'evoluzione della giornata traspare nelle dichiarazioni dei maggiorenti berlusconiani. In mattinata Fabrizio Cicchitto ammoniva: "E' il momento della riflessione e non di pronunciare parole in libertà". Ma in una seconda nota diventava possibilista: "Sulla Libia bisogna lavorare per definire un percorso che, mantenendo ferma la Risoluzione dell'Onu e quella della Camera del 24 marzo, tenga conto delle preoccupazioni delle posizioni della Lega". E dopo l'annuncio di Calderoli, il ministro Altero Matteoli ha commentato: "Ancora una volta prevale il buonsenso e la maggioranza ritrova la sintesi necessaria per governare il Paese". All'appello di Calderoli per un'intesa bipartisan l'opposizione ha risposto picche. "Non ci faremo coinvolgere dai giochetti della Lega", ha tagliato corto Dario Franceschini del Pd, che però non ha convinto l'Idv: "Il Pd dice no alla mozione della Lega? Bene, ora - ha commentato Massimo Donadi - pronunci un no altrettanto chiaro ed inequivocabile su quella del Governo". Mentre il senatore democratico Vincenzo Vita con l'indipendente Beppe Giulietti ha chiesto "un ripensamento" delle mozioni: "La pace è un bene supremo che non può essere declinato secondo i calcoli della tattica". Nulla cambia invece per l'Udc: "Noi - ha affermato il leader centrista Pier Ferdinando Casini - in Parlamento faremo prevalere l'interesse dell'Italia, perché prima delle nostre beghe politiche, prima della campagna elettorale, c'è l'Italia, gli italiani e i nostri militari".

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