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pubblicato il 03/mar/2011 13:00

Libia/ Battaglia a Brega; Nato: pronti a ogni evenienza

Governo italiano delibera su missione umanitaria

Libia/ Battaglia a Brega; Nato: pronti a ogni evenienza

Roma, 3 mar. (askanews) - In Libia, dopo una breve tregua è ripresa la battaglia tra forze governative e ribelli a Brega, il centro petrolifero a Sud di Bengasi. Al contempo il segretario generale della Nato Rasmussen ha affermato che nessun intervento Nato è "previsto" ma che l'alleanza è "pronta a ogni eventualità". Intervento che, aveva minacciato ieri il leader libico Gheddafi,costerebbe migliaia di morti. A Roma il governo ha messo a punto il quadro di una missione umanitaria e lo stanziamento di 5 milioni di euro supplementari di aiuto ai profughi. Sul terreno, dopo poche ore di tregua, è ripresa la battaglia a Brega. La città dell'est della Libia è stata fatta oggetto, questa mattina, di un raid aereo dei militari fedeli a Muammar Gheddafi. "Circa due ore fa, aerei da guerra hanno sganciato una bomba nel settore situato tra la sede di una compagnia petrolifera e una zona residenziale", ha dichiarato Fattah al-Moghrabi, un responsabile dell'ospedale di Brega. "Per quanto sappiamo, non ci sono state vittime", ha aggiunto. Il raid è stato confermato anche da altri dipendenti del nosocomio. Al termine di violenti scontri, che hanno fatto ieri almeno 12 vittime, i ribelli hanno annunciato di avere respinto l'offensiva delle truppe fedeli al colonnello e di avere il totale controllo della città. Secondo un esponente delle milizie di opposizione, Mahmoud al-Fakhri, i dintorni della città erano già stati bombardati anche nella tarda serata di ieri. La Nato - ha detto oggi il segretario generale dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen - non prevede di intervenire militarmente in Libia ma si prepara "ad ogni eventualità". L'Alleanza segue la situazione sul campo "attentamente" ed "ha preso nota" degli appelli dell'opposizione a Bengasi, avanguardia della contestazione anti-Gheddafi. Ma, ha sottolineato Rasmussen, almeno al momento il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha autorizzato l'uso della forza. L'opzione di un intervento militare della Nato in Libia suscita profonde divisioni a causa del timore di reazioni violente nel mondo arabo e ieri A Tripoli, la "guida della rivoluzione libica" aveva evocato proprio un possibile intervento Nato e Usa con toni di minaccia. "Migliaia di libici moriranno in caso di intervento dell'America o della Nato", ha avvertito Gheddafi nel corso di un lungo discorso. Inoltre, "non possiamo permettere agli americani o all'occidente di intervenire in Libia. Se lo fanno, devono sapere che si gettano in un inferno e in un mare di sangue peggiore dell'Iraq o dell'Afghanistan (...). Distribuiremo armi per milioni e sarà un nuovo Vietnam", ha minacciato. Sul piano diplomatico i ministri degli Esteri europei si troveranno il 10 marzo a Bruxelles per una riunione straordinaria dedicata alla crisi in Libia, alla vigilia di un vertice dell'Ue sullo stesso argomento. Lo ha indicato un portavoce. Questa riunione si svolgerà sotto la forma di un "pranzo di lavoro", su iniziativa del capo della diplomazia europea Catherine Ashton, ha precisato uno dei suoi portavoce, Maja Kocijancic. Avrà lo scopo di preparare il vertice previsto il giorno successivo dei capi di stato e di governo dei Paesi dell'Unione europea, per definire una risposta comune di fronte alla rivolta in Libia, il rischio di crisi umanitaria e in misura maggiore per adottare una nuova strategia nei confronti dei Paesi dell'Africa del Nord. A Roma, il Consiglio dei Ministri ha approvato la missione umanitaria in territorio tunisino, disposta "a seguito di una richiesta esplicita del governo tunisino e di quello egiziano" per contribuire al rimpatrio sicuro di alcune decine di migliaia di lavoratori egiziani scappati dalla Libia e che si trovano ora nei campi profughi gestiti finora solo dall'agenzia dell'Onu per i rifugiati. La missione prevede un campo italiano in territorio tunisino nel quale fornire "pronto intervento di assistenza alimentare, sanitaria, personale a persone depredate di tutti i loro averi" per poi accompagnarli con il supporto terrestre delle forze tunisine con navi e aerei vero Alessandria e il Cairo.

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