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pubblicato il 20/dic/2013 12:00

Letta: Non siamo in rottura con tutti, ma un passo per volta

"La somma di quello che chiedono tutti sarebbe la bancarotta"

Letta: Non siamo in rottura con tutti, ma un passo per volta

Bruxelles, 20 dic. (askanews) - Mentre la Camera votava la fiducia sulla Legge di Stabilità, a Bruxelles il premier Enrico Letta, al termine del vertice Ue, ne ha perorato la necessità, l'equilibiro, e il realsimo, secondo una logica del possibile, passo per passo, anche a costo di deludere molte aspettative, ma con la certezza che rappresenta, per la prima volta da anni, un'inversione di tendenza. "La Legge di Stabilità non è in rottura con tutti", come a volte sembra leggendo i giornali, "ma vedo che ognuno l'ha caricata di aspettative, e noi - ha detto Letta - non possiamo portare risposte a tutti. Le scelte imprudenti sono un errore, e io mi assumo la responsabilità del padre di famiglia, non mi sento di fare correre al paese i rischi che ha corso tempo fa, quando si raccontava che tutto era possibile, e non lo era. Bisogna fare passi uno per volta. Ognuno chiede, tutti chiedono, ma la somma di quello che tutti chiedono - ha sottolineato il premier - è la bancarotta dello Stato, e io mi assumo la responsabilità di fare scelte in un momento in cui scaricare le responsabilità è un grande esercizio collettivo, io devo dire a chi chiede se si puo' o no" rispondere alle sue richieste, e di "evitare la bancarotta". Intanto, ha proseguito Letta, nella Legge di Stabilità "le inversioni di tendenza ci sono tutte: la spesa per gli investimenti toran ad aumentare, si riduce la spesa corrente, l'anno prossimo cominceranno a scendere deficit e debito pubblico, e questo trimestre ricomincia a salire la crescita", mentre "diminuiscono i tassi di interesse e lo 'spread'" "Anche se sarei felice di stare in un paese con una crescita al 3%, e senza deficit e debito pubblico - ha osservato il premier -, questo paese non è l'Italia, non è il paese in cui ho ricevuto il testimone (del governo, ndr) solo otto mesi fa". Rispondendo poi alle molte critiche sia da parte dei sindacati che da Confindustria, Letta ha poi aggiunto: "La logica del dialogo sociale non è chiedere e basta, come se io avessi una bancarella o se guidassi un governo che stampa moneta. La Legge di Stabilità ha un suo equilibrio, che è stato aggiustato e migliorato con gli emendamenti della Camera, e poi passato ancora al vaglio del Senato. Oggi - ha insistito - dà moltissime risposte in direzione di queste inversioni di tendenza, dell'ascolto del disagio, del lenire le condizioni della gente, del ridurre la pressione fiscale, del creare le condizioni per far ripartire la crescita. So che c'è bisogno di fare di più, e lo faremo l'anno prossimo", ha concluso il premier.

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