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pubblicato il 21/ott/2013 12:00

Letta: inaccettabile se Consiglio Ue non decide su immigrazione

"Lavoriamo con Grecia, questione sarà pilastro nostri semestre Ue

Letta: inaccettabile se Consiglio Ue non decide su immigrazione

Roma, 21 ott. (askanews) - Nel colloquio tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, e il Primo ministro greco, Antonis Samaras, "abbiamo concordato alcuni punti importanti per evitare che al Consiglio Ue di giovedì e venerdì si discuta in modo superficiale e generico di immigrazione. Sarebbe per quanto ci riguarda una cosa inaccettabile". Lo ha detto lo stesso Letta, nellaconferenzastampa congiunta al termine del colloquio, spiegando che con Samaras "abbiamo lavorato per far sì che ci siano risposte all'alteza delle domande drammatiche. Cerchiamo risposte per le questioni chiave dei flussi migratori e della sicurezza del Mediterraneo". Dunque "la cosa principale è essere molto concreti e operativi sul Consiglio Europeo", evitando che si discuta "in modo superficiale" senza prendere decisioni concrete, "e poi per preparare il lavoro delle due presidenze successive dell'Europa, greca e italiana, perchè la questione di un nuovo approccio all'immigrazione vuole esere uno dei pilastri delle nostre presidenze: vogliamo lavorare insieme, abbiamo costituito un comitato congiunto che lavorerà a partire dalle conclusioni del Consiglio Ue". I punti su cui Italia e Grecia insisteranno già a partire dagiovedì saranno dunque "il rafforzamento di Frontex, la partenza di Eurosur (che parte il 2 dicembre ragion per cui 'Mare nostrum' scade il 2 dicembre), il diritto d'asilo, e appunto l'operazione Mare nostrum per andare ad incidere sui Paesi dai quali partono i flussi migratori: soprattutto la Libia con la necessità di gestire in termini diversi quello che purtroppo negli ultimi tempi non è stato gestito per le difficoltà di quel Paese. Saremo molto fermi e netti nella gestione in Libia dei flussi migratori e nel controllo delle coste. Cominceremo al Consiglio di giovedì e venerdì, proseguiremo nelle nostre Presidenze". Questo perchè "in un giorno come oggi, in cui commemoriamo in modo solenne le vittime di Lampedusa, chi ha responsabilità istituzionali e politiche deve dare risposte concrete".

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