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pubblicato il 04/set/2012 21:15

L.elettorale/ Trattative ferme, tra Pd e Pdl è scaricabarile

Vizzini: Stallo. Casini: Si vada in Aula. Domani vertice Grazioli

L.elettorale/ Trattative ferme, tra Pd e Pdl è scaricabarile

Roma, 4 set. (askanews) - Le trattative sulla riforma della legge elettorale sono ferme. Contatti, alla vigilia dell'ennesima riunione del Comitato ristretto incaricato di mettere a punto un testo che archivi il famigerato Porcellum, non ce ne sono stati e a usare la parola "stallo" è lo stesso presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Carlo Vizzini. Quello a cui si assiste è una guerra di accuse reciproche tra Pdl e Pd, con il partito di Silvio Berlusconi che scarica le responsabilità dell'impasse su quello di Pierluigi Bersani e viceversa. "Se non c'è un accordo preventivo si vada in Aula comunque", è la proposta di Pier Ferdinando Casini secondo cui "deve finire questo giochetto allo scaricabarile". "Era già una mia idea", osserva Vizzini, precisando però che l'ipotesi paventata oggi dal leader Udc si può concretizzare se la conferenza dei capigruppo del Senato decide di calendarizzare la riforma elettorale per l'Aula. L'impulso dunque potrebbe arrivare da Renato Schifani ma per ora non si hanno notizie in tal senso. La seconda carica dello Stato tornerà ad occuparsi della questione domani quando riceverà Vizzini alle 12. Il presidente della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama lo ragguaglierà sullo stato dell'arte e sui nodi che dividono i partiti. Due, sempre gli stessi: "Il primo, il premio di governabilità ed il secondo, il metodo di scelta dei parlamentari, che è il cuore della legge", ha spiegato Vizzini che dopo l'incontro col presidente del Senato farà lo stesso davanti alla Commissione convocata alle 16 in seduta plenaria. Mezz'ora prima della riunione del Comitato ristretto che, con ogni probabilità, si concluderà con un nuovo rinvio. Anche se Vizzini fa sapere che non potrà convocarne a oltranza: "Posso convocarne un altro la prossima settimana se i partiti mi dicono che ci sono trattative in corso" dopodiché "la questione potrebbe essere spostata in plenaria". Di certo, assicura, "non posso liquidare la questione chiudendola in un cassetto" anche perché "c'è ancora tutto il tempo di fare la riforma elettorale". Qualche novità, tuttavia, domani potrebbe arrivare dal vertice del Pdl a Palazzo Grazioli: si attende una mossa del partito di Berlusconi che potrebbe smuovere le acque. Oppure, si ragiona in casa Udc, a cambiare le cose potrebbe essere un nuovo monito di Giorgio Napolitano che domani torna sulla scena politica dopo la pausa estiva partecipando a Merano alla cerimonia per il quarantennale della statuto autonomo di Trento e Bolzano. I partiti si aspettano un suo intervento. Se non domani, a breve. (segue)

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