martedì 24 gennaio | 04:23
pubblicato il 11/gen/2012 20:21

L.elettorale/ Slitta a domani decisione Consulta su referendum

Promotori: "Rinvio è piccolo buon segno, decisione è complessa"

L.elettorale/ Slitta a domani decisione Consulta su referendum

Roma, 11 gen. (askanews) - Slitta a domani il verdetto della Corte costituzionale sull'ammissibilità dei referendum sulla legge elettorale. I 15 giudici della Consulta, riuniti da stamattina in camera di consiglio per decidere la sorte dei due quesiti per l'abrogazione parziale o totale del cosiddetto 'Porcellum', hanno sospeso la seduta e rinviato a domani ogni decisione. Nel corso della giornata si sono inseguite in Parlamento e nel comitato promotore le voci più disparate sulle decisioni che i giudici sarebbero stati pronti ad assumere: bocciatura totale, ammissibilità dei quesiti, sentenza 'interpretativa', che boccia il referendum ma trova il modo per indicare al Parlamento la necessità di una riforma del cosiddetto Porcellum. Una bocciatura pura e semplice, motivata dal fatto che i quesiti lascerebbero il Paese senza legge elettorale, respingerebbe la tesi del comitato promotore, esposta stamattina da giuristi e costituzionalisti incaricati dal comitato, secondo la quale un eventuale sì degli elettori ai quesiti abrogativi farebbe tornare in vigore la legge precedente, il cosiddetto Mattarellum. Per motivare questa tesi, la Corte non avrebbe che da richiamarsi alla sua precedente giurisprudenza in materia, che per l'appunto stabilisce che in materia elettorale non si può dare un vuoto di legge. Ma proprio il prolungarsi dell'attesa della decisione della Consulta alimenta l'ipotesi che i giudici stiano lavorando a una decisione più complessa, e non a un semplice richiamo ai precedenti. Ne fa fede la dichiarazione rilasciata a Sky Tg24 da Vincenzo Palumbo, uno dei giuristi intervenuti oggi di fronte alla Consulta: "E' un primo piccolo buon segno, dimostra - ha affermato - che la decisione è più complessa di quello che si pensava, e mi auguro che questo possa significare un verdetto più favorevole per noi. Se i giudici si fossero adagiati supinamente sui precedenti, avrebbero potuto liquidare più velocemente la richiesta". Tra gli interventi 'esterni' tenuti oggi prima del lungo conclave poi aggiornato a domani, quello dell'Associazione giuristi democratici, che ha svolto un intervento 'ad adiuvandum' ma esponendo una tesi differente rispetto a quella dei promotori. Il referendum abrogativo "previsto dalla Costituzione - ha spiegato Pietro Adami - è fisiologico che lasci un vuoto. Spetterà poi al Parlamento riempire quel vuoto". Una quarta soluzione che, pur costringendo la Corte a 'correggere' in qualche modo i precedenti, impegnerebbe politicamente forse meno i giudici delle leggi rispetto a un intervento che pur bocciando i quesiti 'imponesse' ai parlamentari la revisione della legge vigente.

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