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pubblicato il 29/ago/2012 05:10

L.elettorale/ Riforma in stand by. Cav 'rimugina' su candidatura

Berlusconi torna a Roma e vede Verdini. Oggi comitato ristretto

L.elettorale/ Riforma in stand by. Cav 'rimugina' su candidatura

Roma, 29 ago. (askanews) - Non è che si piomba a Roma a fine agosto, mentre l'attività parlamentare langue, senza un buon motivo. E infatti Silvio Berlusconi è arrivato direttamente dalla Sardegna, per una toccata e fuga di circa 24 ore, per presidiare una riunione ristretta. All'ordine del giorno: la legge elettorale. A palazzo Grazioli l'ex premier ha accolto l'uomo della trattativa, Denis Verdini, il segretario del Pdl Angelino Alfano, e il portavoce Paolo Bonaiuti. Oggi, infatti, si riunisce il comitato ristretto della commissione Affari costituzionali del Senato. L'aria che tira, tuttavia, è che nell'ennesima settimana 'decisiva' per le sorti della riforma del voto, si andrà poco oltre una certificazione dell'impasse. E' stato Enzo Bianco, relatore insieme al pidiellino Lucio Malan, a spiegare cosa accadrà oggi visto che dai partiti non sono arrivate "indicazioni definite": i due senatori presenteranno "un documento che evidenzia sia i punti di intesa, sia quelli in cui permangono differenti valutazioni, così da dare al Comitato stesso la più ampia possibilità di valutazione". Nè, d'altra parte, dalla riunione a palazzo Grazioli, sono emerse grosse novità. Anche perché, viene spiegato da fonti del Pdl, il tema dello sblocco della trattativa si lega a un altra questione non di secondo piano: Silvio Berlusconi si candiderà oppure no? Raccontano che nemmeno durante l'incontro di ieri il Cavaliere abbia detto una parola definitiva in proposito, facendo un bilancio dei pro e dei contro. Tra questi, per esempio, il dispendio di energie e soldi: perché va ricordato che l'ex premier, da quando i giudici hanno stabilito il maxi risarcimento per il 'nemico' De Benedetti, si autodefinisce "povero". Se poi ci si mette la crisi che sta toccando le aziende... Già le aziende, così come i processi: due variabili che, in passato come ora, continuano ad avere un loro peso specifico nelle valutazioni del Cavaliere. Quel che è certo è che Berlusconi non vuole restare residuale nello scenario che si profilerà nel 2013 e anche se di grande coalizione non si può e non si deve parlare apertamente, l'ipotesi viene soppesata dalle parti di Arcore. Insomma il Cavaliere, viene spiegato, sta cercando di capire se la sua candidatura potrà essere vantaggiosa per sé e il Pdl e, di conseguenza, tiene il giudizio sospeso sulla riforma della legge elettorale. Di certo, tuttavia, la trattativa non si è mai interrotta come dimostrano i contatti tra gli sherpa dei vari partiti (oltre a Verdini per il Pdl, Migliavacca per il Pd e Cesa per l'Udc): contatti previsti anche per oggi.

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