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pubblicato il 11/ott/2012 05:10

L.elettorale/ Oggi testo base, nel Pdl scontro su preferenze

40 parlamentari si ribellano al testo Malan

L.elettorale/ Oggi testo base, nel Pdl scontro su preferenze

Roma, 11 ott. (askanews) - Alla vigilia del voto della commissione Affari Costituzionali del Senato per la scelta del tanto agognato testo base sulla riforma elettorale, scoppia nel Pdl il caso delle preferenze: previste dal testo di Lucio Malan contro i collegi uninominali del testo del senatore democratico Enzo Bianco, ieri sono finite nel mirino di una quarantina di parlamentari pidiellini che hanno scritto a Silvio Berlusconi e Angelino Alfano per manifestare tutta la loro contrarietà al sistema scelto dal loro partito per restituire agli elettori la scelta dei propri rappresentanti che le liste bloccate del Porcellum gli avevano levato. "La Prima Repubblica - scrivono tra gli altri Andrea Orsini, Enrico La Loggia, Peppino Calderisi, Giuliano Cazzola, Antonio Martino Stefania Prestigiacomo, Manlio Contento, Giancarlo Mazzuca, Mario Pescante, Jole Santelli, Eugenia Roccella, Giuseppe Cossiga, Mariella Bocciardo, Riccardo Mazzoni, Melania Rizzoli, Fiamma Nirenstein, Mario Pili - è morta di preferenze, tanto è vero che fu unanime la decisione di abbandonare questo sistema. E più recentemente, i tanti episodi di malcostume personale che stanno emergendo nelle Regioni, nelle quali è in uso il sistema delle preferenze, costituiscono un sintomo rivelatore". Da ultimo l'arresto di oggi di Domenico Zambetti, assessore regionale in Lombardia, accusato di aver pagato la 'ndrangheta per avere un pacchetto di voti sicuri. Del tema si è parlato anche durante un vertice dello stato maggiore del Pdl a Palazzo Grazioli con Berlusconi. Presenti gli ex An Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri che le preferenze le vogliono a tutti i costi. E alla fine nel testo Malan le preferenze restano. Reduce dal vertice a via del Plebiscito Gaetano Quagliariello, da "non fanatico delle preferenze", ha gettato acqua sul fuoco: "Credo che anche Berlusconi sa che il nostro testo non è né un articolo di fede, né tantomeno un'ideologia. Sa che l'accordo può essere migliorato. La cosa più importante però era dare una risposta a chi dubitava che facessimo sul serio. Berlusconi ci ha tenuto a rispettare un impegno con gli altri partiti e con i cittadini". Il Pd con Anna Finocchiaro dice chiaramente che "sulle preferenze punti di mediazione non se ne trovano: la cronaca di ogni giorno conferma che la nostra posizione contraria è saggia". E oggi quindi in Commissione voterà per i collegi uninominali. L'esito della votazione non è scontato perché per passare come testo base un ddl deve ottenere la maggioranza dei presenti: il Pdl può contare su 10 voti ma già oggi Andrea Pastore ha espresso "perplessità" sulle preferenze. Poi c'è il voto a favore di Gianpiero D'Alia dell'Udc e (forse) quello di Coesione nazionale che in genere vota col Pdl. I due voti leghisti sono un'incognita: il senatore Roberto Calderoli dice di essere contrario a entrambi i testi. I componenti del Pd sono 8, dell'Idv uno, uno dell'Mpa, uno di Api-Fli. E poi c'è il presidente della Commissione, Carlo Vizzini, che non ha nascosto la sua contrarietà alle preferenze invitando "i partiti a una riflessione visto il momento in cui nelle regioni esplodono i frutti avvelenati delle preferenze". Comunque vada, oggi la Commissione, convocata alle 10, avrà un testo su cui iniziare a lavorare. Un testo suscettibile di cambiamenti anche profondi durante l'esame degli emendamenti, nonostante Pd e Pdl assicurino che sull'80% delle cose sono d'accordo: cioè sul sistema proporzionale con sbarramento al 5% e premio del 12,5% (76 deputati e 37 senatori) alla coalizione. Un premio che non garantirà la governabilità, come osserva Pino Pisicchio dell'Api, secondo cui "allestire una legge elettorale che metta nel conto già in partenza di andare verso un nuovo governo senza maggioranza ma con una caratura tecnica, non appare una scelta virtuosa". Una coalizione per poter governare con il sistema cui si sta lavorando infatti dovrebbe superare il 40% dei consensi.

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