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pubblicato il 03/apr/2012 05:10

L.elettorale/ Oggi nuova riunione saggi ma partita apertissima

Si attende ufficio presidenza Pdl, riforme slittano a dopo Pasqua

L.elettorale/ Oggi nuova riunione saggi ma partita apertissima

Roma, 3 apr. (askanews) - "A mio modo di vedere ne riparleremo dopo le ferie pasquali". A parlare così è Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, la Commissione che dovrebbe affrontare il corposo pacchetto delle riforme costituzionali e della nuova legge elettorale. L'accordo sulla modifica della seconda parte della Costituzione c'è, quello, che dovrebbe viaggiare parallelamente, sul sistema di voto che archivi il famigerato 'Porcellum', alla vigilia di una nuova riunione degli sherpa di maggioranza, appare ancora lontano: "Il confronto sul merito è ancora aperto", ha detto ieri un polemico Fabrizio Cicchitto commentando l'intervista all'Unità di Luciano Violante, uno dei tecnici che stanno lavorando al pacchetto. L'ex presidente della Camera ed esponente del Pd ha infatti formulato una ipotesi più dettagliata rispetto alle linee guida (restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari, stop all'obbligo di coalizione, indicazione del candidato premier, soglia di sbarramento, diritto di tribuna, piccolo premio al primo partito) su cui si sono accordati martedì scorso Pier Ferdinando Casini, Pierluigi Bersani e Angelino Alfano nel vertice di maggioranza alla Camera: Violante ha ipotizzato che quei seggi da assegnare al primo partito possano essere calcolati e spartiti sulla somma del vincitore e dei suoi alleati: "Tra le correzioni - ha spiegato - stiamo pensando alla possibilità che più partiti possano indicare lo stesso candidato premier al momento del deposito delle liste" e che "il premio di maggioranza vada assegnato alle liste vincenti che hanno proposto lo stesso candidato". Una ipotesi contro cui è insorto Cicchitto: "L'intervista di Violante suscita una serie di interrogativi: perché essa ipotizza una sorta di sistema misto, cioè una specie di mattarellum con candidature comuni nei partiti, nei collegi, da parte di più partiti e il premio distribuito fra più partiti. Ma, a nostro avviso non è questa l'operazione che andrebbe fatta. Tutto ciò vuol dire che il confronto sul merito della legge elettorale è tuttora aperto". Ieri tutti i leader di maggioranza hanno confermato che il Porcellum va cambiato: Casini, Alfano, Bersani. Il segretario del Pd ha ribadito di essere pronto a fare delle concessioni pur di arrivare a una intesa ampia: "Se la cambiamo non potrà essere esattamente uguale a quella che ciascuna forza elettorale vorrebbe fare. Noi abbiamo presentato una nostra proposta di legge che a noi piace: doppio turno di collegio che consente di risolvere un sacco di problemi. Questo agli altri non va bene. Dovremmo discutere per non avere più questa legge elettorale che consente le nomine dei deputati. Nella malaugurata ipotesi che questo non fosse possibile noi faremo delle procedure di partecipazione per selezionare le nostre candidature". Ma non sarà facile mettersi d'accordo su quei dettagli che faranno decisamente la differenza.

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