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pubblicato il 17/ott/2012 05:10

L.elettorale/ Oggi gli emendamenti, Pd insiste sui collegi

Ma Bersani paventa rischio Porcellum: Faremmo liste con primarie

L.elettorale/ Oggi gli emendamenti, Pd insiste sui collegi

Roma, 17 ott. (askanews) - Parte oggi la battaglia parlamentare per cambiare la legge elettorale: sono attesi per le 18 gli emendamenti al ddl Malan, il testo base adottato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato la scorsa settimana con gli stessi voti che a dicembre 2005 diedero il via libera all'ormai famigerato Porcellum che si intende archiviare. Nel mirino delle proposte emendative soprattutto le preferenze (il testo base prevede che 2/3 dei seggi siano così assegnati) e il premio di maggioranza del 12,5% assegnato alla coalizione che prende più voti ma senza una soglia minima di consensi da ottenere per farlo scattare. Dai senatori del Pd arriveranno una trentina di emendamenti, dieci dei quali a nome della presidenza, firmati probabilmente dal correlatore Enzo Bianco che per i democratici aveva predisposto un testo identico a quello dell'altro relatore Lucio Malan (Pdl) quasi in tutto tranne che nelle preferenze. Il testo del senatore del Pd prevedeva il 50% dei seggi assegnati con i collegi uninominali e il resto con le liste bloccate. Una opzione che certamente verrà ripresentata sotto forma di emendamento. Ma i democratici presenteranno anche emendamenti interamente sostitutivi del testo Malan col testo Bianco. Sette proposte di modifica sono state annunciate anche dal senatore democratico Stefano Ceccanti che, spiega sul suo blog, "si propongono il ritorno all'ipotesi di riforma ispano-tedesca, che era stata il terreno di intesa prima delle amministrative". Prepara le modifiche anche l'autore del Porcellum, il senatore della Lega Roberto Calderoli. Per l'ex ministro va inserita una soglia minima di consensi da ottenere affinché scatti il premio. Emendamenti, prevede Maurizio Gasparri, arriveranno anche dal Pdl dove è ampia la 'fronda' dei contrari alle preferenze ma è più probabile che la battaglia per levarle verrà combattuta più alla Camera, dove la legge elettorale si vota a scrutinio segreto se almeno 30 deputati lo chiedono o se lo chiede il presidente di un gruppo con almeno 30 deputati. Luciano Violante non nasconde che "per la legge elettorale si possa ripetere lo schema che il Pdl ha seguito per la riforma costituzionale. Prima - spiegava sabato in una intervista all'Unità - si fa l'intesa col Pd, poi se ne fa una con gli altri, poi non si fa nessuna riforma. Chi sostiene questo testo ha la maggioranza al Senato, ma potrebbe non averla alla Camera dove si vota a scrutinio segreto. Si corre il rischio che oltre al Pd voti no anche chi a parole si dichiara favorevole".

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