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pubblicato il 20/mag/2013 15:08

L.elettorale: depositato a Senato ddl Finocchiaro Mattarellum corretto

L.elettorale: depositato a Senato ddl Finocchiaro Mattarellum corretto

(ASCA) - Roma, 20 mag - E' stato depositato oggi al Senato il ddl a firma della senatrice Pd, Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama che riforma l'attuale legge elettorale (il Porcellum) con una formula che si rifa', con opportune correzioni, alle norme precedenti (Mattarellum).

Il ddl si presenta come una norma transitoria, in attesa della riforma vera e propria, conseguente alla revisione della costituzione, volta insomma ''a regolare nuove consultazioni elettorali nel caso in cui il legislatore non fosse stato preliminarmente in grado di provvedere alla revisione della Parte II, Titolo I della Costituzione, e di adottare una nuova, conseguente, legge elettorale'' come si precisa nella relazione al provvedimento.

Entrando nel merito, le principali modifiche rispetto al Mattarellum consistono nell'abolizione, per la Camera, del voto distinto su liste di candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale e nell'abolizione del cosiddetto scorporo, al fine di rendere piu' incisivo l'effetto maggioritario dell'attribuzione dei seggi alle liste concorrenti; nell'introduzione di un premio di maggioranza per entrambe le Camere ancorato al raggiungimento della soglia del 40% del totale di voti attribuiti a gruppi di candidati, insieme alle liste di candidati per la circoscrizione Estero, che si siano identificati con il medesimo contrassegno, e fino al raggiungimento del 55% dei seggi attribuiti, operando a valere sui seggi della quota proporzionale; nell'introduzione di sistemi di riequilibrio della rappresentanza di genere.

''Il risultato che ci si propone di raggiungere con il disegno di legge e' quello di disporre un sistema che tenda ad assicurare un risultato diretto all'esercizio del voto da parte di ciascun elettore, sollecitando al contempo la responsabilita' dei cittadini in ordine agli effetti del proprio voto per la costituzione di stabili maggioranze parlamentari'', si precisa nella relazione.

Sempre con lo stesso proposito il sistema tenderebbe inoltre ''a disincentivare la formazione di maggioranze disomogenee alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica''.

Con l'art. 3 del disegno di legge infine si attribuisce una delega al Governo per la revisione dei collegi elettorali, ''in ragione della necessita' di tenere conto dei mutamenti demografici intervenuti e rilevati con l'ultimo censimento della popolazione''.

njb

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