martedì 24 gennaio | 02:56
pubblicato il 24/gen/2012 13:38

L.elettorale/ Consulta: Già segnalati aspetti problematici

Dubbi giudici su premio maggioranza con richiamo a sentenza 2008

L.elettorale/ Consulta: Già segnalati aspetti problematici

Roma, 24 gen. (askanews) - La Corte costituzionale ha segnalato già nel 2008 al Parlamento "l'esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici" dell'attuale legge elettorale, "con particolare riguardo all'attribuzione di un premio di maggioranza sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, senza che sia raggiunta una soglia minima di voti e/o di seggi". Il richiamo alla pronuncia precedente è contenuto nella sentenza, redatta dal relatore Sabino Cassese e depositata oggi, con la quale i giudici della Consulta hanno dichiarato inammissibili i due quesiti referendari che proponevano l'abrogazione del 'Porcellum'. I giudici costituzionali premettono che "non spetta a questa Corte - fuori di un giudizio di costituzionalità - esprimere valutazioni" sulle norme in questione. Un principio, ricordano, già affermato nel 2008 quando, sempre in un giudizio di ammissibilità di referendum sulla legge elettorale, "è stato escluso - in conformità a una costante giurisprudenza - che in sede di controllo di ammissibilità dei referendum possano venire in rilievo profili di illegittimità costituzionale della legge oggetto della richiesta referendaria o della normativa di risulta (e ciò vale anche in caso di quesito riguardante una intera legge elettorale)". E "già in quell'occasione, nell''impossibilità di dare [?] un giudizio anticipato di legittimità costituzionale', fu segnalata al Parlamento - sottolinea la Corte nella sentenza depositata oggi - 'l'esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici' della legislazione prevista nel 2005, con particolare riguardo all'attribuzione di un premio di maggioranza, sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica, senza che sia raggiunta una soglia minima di voti e/o di seggi (sentenze nn. 16 e 15 del 2008)". Nel giudizio di ammissibilità dei referendum la Corte, "nel rigoroso esercizio della propria funzione, deve accertare - viene spiegato - la conformità della richiesta ai requisiti fissati in materia dall'art. 75 Cost. e dalla propria giurisprudenza, potendosi spingere solo 'sino a valutare un dato di assoluta oggettività, quale la permanenza di una legislazione elettorale applicabile, a garanzia della stessa sovranità popolare, che esige il rinnovo periodico degli organi rappresentativi', e le è quindi preclusa 'ogni ulteriore considerazione'".

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