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pubblicato il 12/ott/2012 21:09

L.elettorale/ Colle boccia premio, Pd: Noi per governabilità

Napolitano continua pressing, Bersani "apprezza" ma tiene punto

L.elettorale/ Colle boccia premio, Pd: Noi per governabilità

Roma, 12 ott. (askanews) - La reazione ufficiale, e anche quella ufficiosa, è di "apprezzamento": il Pd, nei comunicati, plaude alle parole di Giorgio Napolitano sulla legge elettorale e anche a microfoni spenti nessuno del giro del 'quartier generale' ammette di trovare niente di problematico nelle parole scritte dal presidente della Repubblica al presidente del Senato. Il tema è delicato ed è ovvio che, essendoci di mezzo il Quirinale, il Pd si attenga al massimo scrupolo. Ma se si mettono a confronto le parole del Colle con quelle di Pier Luigi Bersani non si può non notare la diversa prospettiva e un dirigente del partito che non fa parte del giro bersaniano non risparmia il sarcasmo: "Napolitano ha preso la tessera della 'lista Monti'... Questa lettera è un avvertimento fortissimo rivolto proprio a noi...". Al Colle negano letture 'politiche' o 'dietrologiche' e spiegano che la lettera è innanzitutto un tentativo di favorire la riforma. Si parla di principi generali, e viene ricordato che Napolitano ha già parlato in passato del rischio dell'ingovernabilità. Non si entra nel merito di premio a partito o a coalizione ma si sottolinea che non è il premio, ossia non sono vincoli o incentivi, che risolvono il problema politico di coalizioni che hanno fallito e sono entrate in crisi anche quando avevano maggioranze forti, è successo al centrosinistra e anche al centrodestra. Insomma se non c'è intesa politica non ci sono premi che tengano. Inoltre Napolitano fa riferimento ai principi indicati dalla Corte Costituzionale sulla legge elettorale: da un lato la governabilità, dall'altro la rappresentatività. Secondo il Colle, insomma, la lettera è volta a far riflettere tutti i partiti, ed è ovvio che il modello uscito dal Senato può essere ancora modificato, ma per ora è positivo che si arrivi in Aula, dove servirà un ampio consenso. (segue)

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