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pubblicato il 16/nov/2012 05:11

L.elettorale/ Bersani e Casini:Con riforma spiraglio election-day

Pd esce dall'angolo, Udc 'aiuta' Alfano. Si attende reazione Pdl

L.elettorale/ Bersani e Casini:Con riforma spiraglio election-day

Roma, 16 nov. (askanews) - Dopo i battibecchi dello scorso fine settimana, Pd e Udc hanno ripreso un filo di comunicazione, i due partiti sanno che difficilmente potranno fare a meno l'uno dell'altro nella prossima legislatura e non è un caso che all'assemblea della Cna, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini abbiano praticamente giocato di sponda su legge elettorale ed election-day. Il Parlamento è bloccato sulla riforma elettorale e la data delle elezioni sta addirittura mettendo a rischio il Governo, se vanno prese per buone le minacce del Pdl. Ieri mattina, però, sia Casini che Bersani hanno detto parole più dialoganti su entrambi i temi. In sostanza, i due, raccontano, sarebbero d'accordo su un'ipotesi di mediazione sulla quale adesso è il Pdl che deve dire la sua: non ci può essere un unico 'vincitore' di tutte le partite, si sciolga prima il nodo della legge elettorale e poi si può ragionare anche sull'election-day, magari a marzo. Parlando alla Cna, il leader Udc ha ribadito la sua preferenza per un 'accorpamento' di politiche e regionali per evitare "cinque mesi di campagna elettorale", ma ha aggiunto: "Tra votare ad aprile e votare alla fine di febbraio non cambia molto", mentre "cambierebbe solo che il paese sarebbe precedemente messo in condizione di esprimere un governo e di superare una fase che obiettivamente è di incertezza". Il leader Udc è esplicito e lega la questione alla legge elettorale: "Fare la legge elettorale non è impossibile. Ritengo giusto che il partito di maggioranza relativa abbia un premio di governabilità, e non sarà certo la discussione tra l'8 e il 10% che può cambiare la questione. Penso sia giusto che quel partito abbia la possibilità di tessere intorno a se un sistema di alleanze, questo è una cosa civile, difficilmente contestabile". Un discorso che il leader Udc ha fatto anche a Bersani, spiegandogli che così il Pd uscirebbe dall'angolo in cui rischia di ritrovarsi, visto che se non si facesse la riforma è alta la possibilità che il Quirinale chieda comunque di inserire almeno la soglia per il premio, come suggerito dalla Consulta.

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