venerdì 24 febbraio | 23:04
pubblicato il 11/set/2012 21:51

L.elettorale/ Bersani a Pdl-Udc: Ci metteremo di traverso

E Bressa avverte:Se Casini forza,poi difficile alleanza governo

L.elettorale/ Bersani a Pdl-Udc: Ci metteremo di traverso

Roma, 11 set. (askanews) - Pier Luigi Bersani alza la voce, la partita sulla legge elettorale è quella più delicata, una sfida che assomiglia sempre più ad una roulette russa e che non potrà concludersi con un pareggio. I giochi sono ormai alla luce del sole, Pier Ferdinando Casini ha ufficialmente annunciato di lavorare per il 'Monti-bis' e il leader Pd non ha nessuna intenzione di assecondarlo: chi pensa a un sistema "seccamente proporzionale dovrà vedersela con noi", ha detto a Mestre. Ma il messaggio fatto avere a Pdl e Udc è più netto: il Pd si metterà di traverso, su questo non si discute. Un messaggio che Gianclaudio Bressa, uno dei democratici che si occupano di legge elettorale, espone con ancora maggiore chiarezza: "Una 'forzatura' Pdl-Udc? Credo he si tratti di una boutade giornalistica, anche perché se fosse vera sarebbe una cosa gravissima per lo stesso governo". Non 'questo' governo, il riferimento non è al Governo Monti, ma al futuro: Casini si scordi l'alleanza, se rompe su un punto del genere. Il segretario su questo tema è pronto alla battaglia, perché si tratta di una questione cruciale: dal tipo di riforma elettorale dipende l'esito delle prossime elezioni, un premio di maggioranza insufficiente può azzoppare il Pd proprio sul filo di lana di una vittoria che, stando ai sondaggi, con l'attuale legge elettorale sarebbe certa. Bersani la riforma la vuole, ma certo non a costo di annullare il vantaggio che il suo partito ha su tutti gli altri concorrenti e sui potenziali alleati. Anche perché, è convinto il leader democratico, una legge che non garantisce la governabilità provocherebbe "uno tsunami" sull'Italia, in un momento come questo. In realtà, in caso di 'impasse' la soluzione sarebbe già pronta, come ha ricordato qualche giorno fa Romano Prodi: se dalle urne non uscisse un vincitore sarebbe quasi scontato un secondo mandato a Mario Monti. Questo spiega perché l'Udc si stia muovendo con tanta determinazione, anche a costo di mettere a dura prova i rapporti con il leader democratico. (segue)

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