lunedì 20 febbraio | 05:42
pubblicato il 19/nov/2013 20:13

Leggi razziali: Convegno al Senato. Grasso, furono un'infamia

(ASCA) - Roma, 19 nov - ''Le infami leggi razziali, promulgate con Regio Decreto Legge il 17 novembre del 1938 e approvate senza discussione e per acclamazione alla Camera il 14 dicembre dello stesso anno passarono dal Parlamento e spero che oggi, con questo incontro che si svolge in Senato, si possa riparare simbolicamente una cosi' grave ferita, un cosi' grave errore dei nostri predecessori''. E' con queste parole che il presidente del Senato, Pietro Grasso ha voluto introdurre il convegno ''a 75 anni dalla promulagazione delle leggi razziste nel Parlamento italiano: Rita Levi Montalcini, da perseguitata a senatrice a vita'' che si svolge a Palazzo Giustiniani. Alla giornata di ricordo hanno partecipato anche il presidente dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane, Renzo Gattegna, il presidente della Comunita' ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, la docente Donatella Di Cesare, la nipote della senatrice a vita, Piera Levi Montalcini e Piero Terracina, ex deportato ad Auschwitz.

Il convegno e' stato l'occasione per affrontare anche il tema della legge contro il negazionismo, che sta discutendo il nostro Parlamento.

''Sono convinto che la legge passera' - ha detto Pacifici - e se non sara' all'unanimita', paradossalmente saremo anche piu 'contenti, perche' i nostri maestri ammoniscono che quando una decisione e' unanime e' figlia di un sentimento emotivo. Quindi ben vengano i contrari, perche' alla fine nobilitano la discussione''.

''Con le leggi razziali si consumo' il tradimento dello Stato italiano e della monarchia contro i suoi cittadini ebraici - ha sottolineato dal canto suo Gattegna - ma se alla Camera allora nessuno oso' contrastare il potere fascista, al Senato alcuni senatori furono protagonisti del dissenso. Sia pure solo 10 su 174 senatori disertarono l'Aula o votarono contro quelle leggi, consegnando cosi' una fiammella di speranza''.

''Oggi e' ancora aperto il dibattito sul negazionismo - ha proseguito il presidente dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane - da parte di alcuni intellettuali si avanzano dubbi sull'opportunita' di sanzionare quello che viene ritenuto un reato di opinione. Mi preme in questa sede sottoporre il mio punto di vista: l'arma principale contro il negazionismo e chi lo pratica e' l'arma della cultura. Mostrare ai ragazzi cio' che e' stato sara' la carta principale che potremo giocare contro chi nega. E gli esempi dell'Ungheria e della Grecia ci dicono che il pericolo non e' lontano''.

Gattegna ha posto l'accento su come ''il negazionismo non sia una categoria del pensiero ma sia contiguo al neofascismo e al neonazismo: e' puro e semplice antisemitismo, e come tale va trattato. Per questo la legge contro il negazionismo e' utile, sia per dimostrate che lo Stato italiano ripudia quelle idee, fino a sanzionare chi le asseconda, sia per formare i suoi anticorpi, quelli della cultura''.

E non a caso e' stato proprio l'amore per la cultura che ha contraddistinto la storia e la vita di Rita Levi Montalcini, che proprio oggi viene ricordata dal convegno. ''Di quanta intelligenza, di quanta forza, di quante potenzialita' l'Italia si e' privata con quelle leggi vergognose che hanno condannato prima all'esilio, poi alla prigionia e alla morte, una parte della sua popolazione?'' si e' chiesto ancora Grasso, che ha tributato alla senatrice il ricordo e il riconoscimento di una grandissima forza. Fu ''una piccola grande donna la cui immagine e personalita' rimangono parte integrante di un secolo di storia, nei campi della cultura, della scienza e dell'impegno politico e sociale'', come restano vivi ''il suo attaccamento ai valori della liberta', la sua profonda fede democratica e la sua dedizione alle istituzioni'', come il suo ''monito a continuare a investire energie e risorse nella ricerca scientifica''.

''La conoscenza, diceva la senatrice Montalcini - ha concluso Grasso -, deve essere considerata come un obbligo morale di tutti gli individui, sia come essere umani e ancor di piu' in qualita' di scienziati ed educatori''.

njb/mau

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