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pubblicato il 19/nov/2013 20:11

Legge stabilita': resistenze FI, e' stallo. Spunta ipotesi voto fiducia

Legge stabilita': resistenze FI, e' stallo. Spunta ipotesi voto fiducia

(ASCA) - Roma, 19 nov - Sono le resistenze di Forza Italia e le contese con gli ex-compagni di partito, i senatori del Nuovo Centrosestra, a rallentare i lavori sulla Legge di stabilita' in commissione Bilancio del Senato. Governo e relatori temporeggiano sulla presentazione dei loro emendamenti non solamente per questioni tecniche o di difficolta' di copertura, ma anche perche', a fronte di un accordo tra i gruppi sulla riduzione degli emendamenti per sottoporne a votazione non piu' di 150 sui 1.500 sopravvissuti, i senatori di Forza Italia non avrebbero rispettato i patti. La frattura generata con il Consiglio Nazionale del Pdl dello scorso sabato ha generato un clima di contrapposizione tra gli alfaniani e i fedelissimi di Berlusconi, che non vogliono indietreggiare sui propri emendamenti, soprattutto in tema di tassazione immobiliare, e sembrano lavorare per un allungamento dei tempi dell'approvazione della Legge di stabilita'. Allungamento che, inoltre, porrebbe a rischio di slittamento il voto di decadenza da senatore per Silvio Berlusconi. Spunta quindi l'ipotesi che il governo ricorra al voto di fiducia, opzione fatta ventilare dalle fila del nuovo Centrodestra, sollecitando il dubbio che si voglia accelerare la rottura definitiva prima della decisione del Senato sulla decadenza dell'ex premier. Le questioni politiche si intrecciano poi a quelle di merito sui temi delle modifiche da apportare alla Legge di stabilita'. Uno su tutti quello tanto caro al partito del Cavaliere sulla tassazione della casa. I relatori puntano a una tassa che sia inferiore a quella prevista per il 2013 e non superiore a quella pagata nel 2012. Forza Italia pretende quindi la totale esclusione della componente patrimoniale per l'abitazione principale e sembrerebbe insistere anche sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. Le risorse a disposizione limitano pero' le possibilita' di manovra. Sul taglio del cuneo fiscale si conferma il tentativo di ridurre la platea ai redditi piu' bassi, ma rispunta il capitolo a favore delle imprese, con una eventuale diminuzione dei carichi sul reddito di produttivita'. La vendita degli immobili balneari sembra trovare d'accordo i gruppi parlamentari, come anche la piattaforma di garanzie per il credito alle imprese con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti. Il pacchetto di emendamenti piu' nutrito sara' quello che verra' presentato dai relatori, in alcuni casi su canovaccio proposto dal governo, mentre le modifiche dell'esecutivo saranno limitate nel numero. Domani potrebbe essere la giornata cruciale per capire se si profila un accordo tra tutte le parti e se il via libera della commissione, previsto per giovedi', slittera' al giorno dopo, spostando l'approdo in Aula al lunedi' della prossima settimana. sgr/vlm

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