domenica 22 gennaio | 19:47
pubblicato il 14/nov/2013 20:44

Legge stabilita': prove di accordo nonostante le divisioni

(ASCA) - Roma, 14 nov - Governo e relatori sono al lavoro per trovare soluzioni per modificare la legge di stabilita' che politicamente non provochino strappi nella maggioranza, e al contempo che abbiano le coperture necessarie e rispettino gli impegni assunti in sede europea. I temi su cui si concentra l'impegno sono quelli annunciati negli ultimi giorni: casa, cuneo fiscale, incremento del fondo di garanzia per il credito alle imprese, ma anche demanio costiero e strutture turistiche sopra edificate. Con la priorita' di rafforzare le norme per lo sviluppo.

Le posizioni di Pd e Pdl su molti punti sono ancora lontane, ma sta emergendo la volonta' di trovare accordi: nonostante le tensioni politiche e l'attesa per lo scioglimento dei nodi in casa Pdl, sono molti i senatori non intenzionati a porre fine alla legislatura, ognuno con le proprie motivazioni. Sulla nuova imposta immobiliare il Pdl fa sapere di non volere rinunciare alla tassa unica comunale, anche se non dovesse chiamarsi Tuc: l'importante e' che non ci sia la componente patrimoniale sulla prima casa, l'Irpef e che comprenda un tetto per la tassa sui servizi. Il Pd ribadisce che la struttura deve rimanere quella della legge di stabilita' ma che bisogna lavorare per evitare le storture.

Tutti d'accordo per aumentare gli sconti sugli immobili strumentali delle imprese. Anche sul cosiddetto 'nodo spiagge' ci sono spiragli: l'accordo potrebbe consistere nell'inserire norme guida per provvedimenti futuri che regolino l'annosa questione delle concessioni demaniali sulle nostre coste. Soluzione che pero' vedrebbe scontenti gli operatori del settore.

Continua a dividere la rottamazione delle vecchie cartelle esattoriali. Il relatore del Pdl, Antonio D'Ali', insiste, il collega del Pd, Giorgio Santini, fa sapere che, cosi' com'e', l'emendamento non puo' passare, ma apre ad adeguamenti alle nuove norme per le vecchie cartelle. Apertura non condivisa dal compagno di partito e viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, che invita alla prudenza, e nemmeno dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, il quale ribadisce il 'no' ai condoni pur sottoscrivendo la necessita' di rivedere le sanzioni. Nessun problema, invece, per la portabilita' dei conti correnti, modifica che sembra mettere d'accordo tutti. Da questa sera i gruppi parlamentari si riuniranno per procedere con la 'scrematura' degli emendamenti che dovranno poi essere votati dalla giornata di domani. I tempi si sono comunque dilatati, ormai e' certo che la legge di stabilita' non approdera' nell'Aula di Palazzo Madama prima del 22 di novembre e non tra il 18 e il 20 come inizialmente previsto.

Ritardi che rientrano pero' nell'ordinaria amministrazione. sgr/njb

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