giovedì 23 febbraio | 15:47
pubblicato il 14/ott/2013 11:44

Legge stabilita': Marini (Umbria), intollerabili nuovi tagli a sanita'.

(ASCA) - Perugia, 14 ott - ''Apprendiamo da alcuni quotidiani che il Governo si starebbe accingendo ad approvare la Legge di stabilita' che produrrebbe ulteriori e pesanti tagli al Fondo nazionale per la sanita'. Siamo stanchi di decisioni assunte da burocrati e consulenti dell'amministrazione dello Stato, pagati anche sei volte piu' di un giovane medico che presta la sua opera nelle corsie degli ospedali!''. Lo afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, coordinatrice vicaria dell'area Sanita' della Conferenza delle Regioni italiane. ''Il Governo - dice la presidente - attivi un confronto politico con le Regioni, perche' su un tema cosi' importante come quello della sanita' non siamo disponibili ad un altro tipo di interlocuzione se non con l'esecutivo nazionale''. ''Non e' piu' tollerabile - prosegue - che tecnici e consulenti del Governo ipotizzino tagli alla sanita' senza porsi il problema delle risposte che la sanita' pubblica deve garantire alla salute dei cittadini. La situazione del Fondo sanitario nazionale, come sanno benissimo tutti a partire dallo stesso Ministro per la Salute, e' al limite della sostenibilita', con operatori, personale sanitario e medici sottoposti da tempo al blocco del ''turnover', con il conseguente impoverimento che si sta producendo alla quantita' e qualita' dell'offerta, e con un danno enorme per molte fasce sociali, in particolare per gli anziani, maggiormente bisognosi di assistenza sanitaria''. ''Il Governo - rimarca Marini - non puo' esimersi da un confronto di merito con le Regioni in quanto i tagli ipotizzati al Fondo sanitario mettono a rischio il diritto alla salute, un diritto fondamentale e costituzionale. Lo dico con chiarezza: staro' dalla parte dei cittadini in difesa del loro diritto alla salute e dalla parte degli operatori sanitari dei quali conosco la fatica e i sacrifici di ogni giorno per cercare di garantire il diritto alla salute, in un sistema sanitario pubblico ed universalistico che invece politiche di tagli indiscriminati mettono a serio rischio''. ''In questi anni - sottolinea - in Umbria abbiamo realizzato politiche di riorganizzazione e riqualificazione del sistema sanitario regionale, tenendo sempre in equilibrio i conti e mantenendo inalterata, se non migliorandola, la sostenibilita' del diritto alla salute, garantendo altresi' equita' nell'accesso al servizio sanitario pubblico''. ''I tagli ipotizzati - conclude - metterebbero a rischio anche la tenuta sociale, perche' costringerebbero ad un appesantimento della tassazione nazionale e locale, facendo venir meno definitivamente il carattere pubblico ed universalistico del nostro sistema sanitario''. pg/rus

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