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pubblicato il 15/ott/2013 09:13

Legge stabilita': manovra da 12 miliardi. Certi i tagli alla sanita'

Legge stabilita': manovra da 12 miliardi. Certi i tagli alla sanita'

(ASCA) - Roma, 15 ott - Una manovra da circa 12 miliardi di euro. E' la legge di Stabilita' che il Consiglio dei ministri dovra' varare nella riunione di oggi per poi passare al vaglio della Commissione europea che vigila sui conti pubblici italiani. Come piu' volte annunciato dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, il cuore della legge di Stabilita' sara' il cuneo fiscale, per il quale si continua a parlare di risorse per non piu' di 5 miliardi. Cifra giudicata insufficiente da Confindustria, sindacati e anche da alcune forze politiche come il Pd. La formula attraverso la quale il governo procedera' e' ancora da definire. Per ora e' certo che saranno previste detrazioni Irap per i neoassunti e che la cifra che servira' a rendere piu' pesanti le buste paga dei lavoratori dipendenti sara' devoluta in una sola tranche, probabilmente la prossima primavera. Altra certezza sono i tagli alla Sanita', che non piacciono nemmeno al ministro Beatrice Lorenzin. Le cifre' circolate oggi parlavano di oltre 4 miliardi di euro. La smentita del ministro dei Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, circa l'entita' non ha pero' riguardato l'esistenza stessa dei tagli. Nonostante gli appelli arrivati dal premier negli ultimi giorni e nelle ultime ore sono circolate indiscrezioni (dal quale il Mef ha preso le distanze) che hanno ribadito i capitoli fondamentali della legge di stabilita', ma le cui cifre sarebbero tutt'ora in via definizione e, comunque, saranno oggetto di discussioni e limature in sede di Consiglio. Limature che riguarderanno il rifinanziamento della Cig in deroga, la social card, la deroga al patto di stabilita' per Regioni ed Enti locali, un fondo straordinario per l'editoria e un contributo di solidarieta' per le pensioni d'oro per il 2014 e per un periodo di tre anni. Sicuramente, invece, arrivera' la Tirsi (il Tributo sui servizi comunali), che si sostituira' alla Tares e che sara' suddivisa in Tari (rifiuti) e Tasi (servizi indivisibili dei Comuni). A pagarla sara' chi possiede, occupa o detiene locali o aree scoperte soggette al tributo. Confermato quindi che sara' anche a carico degli inquilini, la nuova service tax dovrebbe contenere anche una componente ''patrimoniale', legata al valore catastale di un immobile e alla sua superfice. Sara' pero' il Consiglio dei ministri a sciogliere tutti i dubbi e i successivi lavori parlamentari, per i quali il governo si sarebbe gia' detto disponibile a modifiche, a dare la veste definitiva alla legge di Stabilita' 2014-2016. int

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