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pubblicato il 06/nov/2013 20:41

Legge stabilita': Letta, prima volta senza tagli. Sulla crescita ci sara' il segno piu'

Legge stabilita': Letta, prima volta senza tagli. Sulla crescita ci sara' il segno piu'

(ASCA) - Roma, 7 nov - ''La legge di stabilita' da 5 anni e' la prima che non taglia i fondi alla sanita'. Per la prima volta inverte la dinamica del passato, per cui la spesa d'investimenti era sacrificata rispetto a quella corrente. Inizia la discesa della spesa fiscale per famiglie e imprese e nel 2014 ci saranno meno tasse su attivita' finanziarie e meno su famiglie imprese. I Comuni sono considerati come alleati e non come nemici. Ci sara' finalmente il segno piu' sulla crescita. La differenza rispetto alle previsioni della Commissione Ue si spiega con la partita sui debiti P.A. ed ecobonus. Entrambe le cose stanno avendo impatto molto buono''. Lo afferma il premier Enrico Letta - secondo quanto si apprende - intervenendo alla riunione dei gruppi parlamentari Pd di Camera e Senato sulla Legge di stabilita'. ''La prima legge di stabilita' che fa iniziare discesa del debito. Cosa cambia? Nel dialogo con interlocutori dire che debito finalmente scende significa recuperare credibilita''', spiega Letta. ''Si sono accumulate eccessive aspettive, fonte di taluni problemi. Gli ultimi sei mesi sono stati una corsa a ostacoli, come i 110 metri a ostacoli. A ogni ostacolo superato abbiamo dovuto pensare all'ostacolo successivo'', dice il premier. ''Sulla Legge di stabilita' - fa quindi notare - dobbiamo dire cio' che va confermato e cio' che bisogna migliorare. Un primo aspetto poco valorizzato e' che e' la prima che dimostra effetti positivi, come quello di aver tenuto i conti a posto. Per la prima volta da anni possiamo fare un bilancio senza dover partire da un primo capitolo di tagli per ridurre rapporto deficit-pil e stare dentro le regole di Bruxelles''. ''Ci aspettiamo - aggiunge - che il Parlamento possa migliorarla. Il 2014 e' il nostro anno, il 2013 e' stato scritto dalla legislatura precedente''. E incalza: ''Io il coraggio ce l'ho e ce lo metto tutto. Ma chi governa oggi l'Italia deve dimostrare molta serieta' e responsabilita'. Ci sono troppe variabili di rischio da non trascurare''. ''Dobbiamo e dovete tener conto - prosegue Letta - della fragilita' politica ed economica della situazione, quest'ultima anche europea. Tre mesi fa ad esempio quando sono venuto qua non avrei parlato di euro forte. Fenomeno in parte inaspettato, questo, e da gestire. Altro esempio: solo nella settimana del 2 ottobre i tassi di interesse si sono mossi del 20 per cento''. ''Noi - ricorda - abbiamo un capitolo di 3 miliardi di euro che possiamo utilizzare per la crescita e che ci derivano dall'aver tenuto i conti in ordine e aver fatto le cose per bene. Abbiamo questo bonus positivo, cui si aggiunge il cofinanziamento''. ''Siamo in grado - assicura il presidente del Consiglio - di chiudere il 2014 facendo scendere deficit, spesa, debito, tasse, disoccupazione e facendo riprendere la crescita. Non sono rivoluzioni, sono obiettivi ragionevoli''. A latere della Legge di stabilita', annuncia poi Letta, ''ci sara' il capitolo per la cessione di quote di minoranza di societa' pubbliche per ridurre il debito''. ''Abbiamo un mese e mezzo per approvare legge stabilita''' conclude il premier, e sara' un ''periodo molto complesso. Possiamo guidare inversione di marcia. Possiamo dimostrare che vogliamo tornare a far crescere questo Paese. Tutti questi passaggi sono importanti se riusciamo a declinarli in un racconto nel quale emerge che accompagniamo l'Italia fuori dalla crisi passo dopo passo. Scorciatoie e scelte avventate non sarebbero da persone serie. L'esempio e' quello di chi fa la trasvolata atlantica: siamo sopra l'Atlantico, non vediamo i grattacieli, ma la direzione e' giusta''. Sul cuneo fiscale, per Letta ''e' una cifra significativa quella di 5 miliardi di euro nel triennio per la riduzione delle tasse sul lavoro''. Due le strade strade sull'utilizzo: ''restringere la platea dei beneficiari o dire che una riduzione forte la faremo quando ritorneranno le risorse, ad esempio dalla Svizzera. In tal caso potremmo utilizzare questi 5 miliardi per spese sociali''. int

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