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pubblicato il 12/nov/2013 19:56

Legge stabilita': le spiagge tormentano la maggioranza. Marcia indietro Pd

Legge stabilita': le spiagge tormentano la maggioranza. Marcia indietro Pd

(ASCA) - Roma, 12 nov - La ''vendita delle spiagge'' ha continuato anche oggi a tenere banco nel dibattito sulla legge di stabilita'. A fare notizia un emendamento del Pd pressoche' identico a quello del Pdl sulla vendita del demanio costiero interessato dalle strutture balneari e la proroga delle concessioni per le zone della spiagge occupate dagli ombrelloni. Il relatore del Pdl, Antonio D'Ali', ha parlato di possibile accordo, subito smentito dal collega del Pd, Giorgio Santini. A rivendicare la bonta' della richiesta di modifica la prima firmataria sul fronte democratico, Manuela Granaiola, che ha palesato le pressioni delle associazioni di categoria, la cosiddetta lobby dei bagnini, che pero' comprende anche albergatori e gestori delle strutture turistiche, dai quali sono giunte richieste esplicite nel centrodestra e nel centrosinistra, su di una questione annosa che si ripropone da anni ad ogni varo di manovra o provvedimento economico. I firmatari del Pd, in seguito anche alle smentite del relatore e capogruppo in Commissione Santini, decidono di ritirare un emendamento che li omologherebbe all'altro partito della maggioranza. Lo stesso Santini ha fatto sapere che le strade per risolvere il problema del demanio balneare non sono quelle indicate negli emendamenti, ma, supportato in questo anche dal vice-ministro dell'Economia, Luigi Casero, ha affermato che la questione deve essere risolta comunque in breve tempo. Il governo, al quale sono pervenute anche circa 90 richieste di modifica dai ministeri, e' intenzionato ad apportare modifiche alla legge di stabilita', ma a patto che ci siano coperture e accordo politico. In questo senso dovrebbero andare anche gli emendamenti che mettera' a punto l'esecutivo per facilitare l'accesso al credito per le Pmi attraverso la cassa depositi e prestiti. Sui lavori della Commissione, come fanno notare anche fonti di governo, continuano pero' ad aleggiare le tensioni politiche tra i partiti della maggioranza e incombe sugli accordi il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi previsto per il 27 novembre. sgr/mau

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