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pubblicato il 19/nov/2013 08:44

Legge stabilita': il governo prova a fare a meno di Forza Italia

Legge stabilita': il governo prova a fare a meno di Forza Italia

(ASCA) - Roma, 19 nov - Dopo la scissione del Pdl, al Senato la maggioranza ha appena 6 voti di margine (non tenendo conto dell'orientamento dei senatori a vita). ''Credo che quello che e' successo nel centrodestra aiutera' la stabilita' in Italia, ne sono sicuro. Con Renzi e il Pd faremo lo stesso percorso, perche' dovremo applicare riforme importanti da un punto di vista economico e politico'', ha detto ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta a un convegno organizzato dal ''Financial Times''. Una prova sulla coesione del governo si avra' in questi giorni nel corso della discussione sulla legge di stabilita' al Senato, dove intanto si registrano polemiche frontali tra maggioranza ed esponenti di Forza Italia come primo effetto della rottura del Pdl. Pietro Grasso, presidente di palazzo Madama, ha annunciato che l'Aula del Senato iniziera' l'esame della legge di stabilita' venerdi' 22 novembre e che le modalita' di discussione verranno decise in una apposita riunione dei capigruppo. E' invece annunciato per oggi l'arrivo in commissione Bilancio degli emendamenti proposti dal governo che secondo le indiscrezioni non dovrebbero essere piu' di una decina. Sempre oggi dovrebbe tenersi una riunione di maggioranza senza la presenza dei berlusconiani. Proprio quest'ultimo annuncio ha scatenato le reazioni di alcuni esponenti di Forza Italia che accusano il governo di volerli collocare a priori all'opposizione. ''Leggiamo di una riunione di maggioranza sulla legge di stabilita'. Vediamo che non e' prevista la presenza di esponenti del gruppo Forza Italia-Pdl. Evidentemente qualcuno ha tratto delle conclusioni politiche autonomamente'', commenta Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, che aggiunge: ''Come e' noto, e come ha ribadito piu' volte il presidente Berlusconi, noi guardiamo al merito delle questioni, pronti a contribuire a soluzioni da poter condividere su casa, lavoro e crescita, o a bocciare proposte in contrasto con i nostri programmi''. A gettare benzina sul fuoco ci pensa Sandro Bondi, chiedendo le dimissioni da relatore sulla legge di stabilita' di Antonio D'Ali', ex Pdl passato nelle file di Nuovo Centrodestra: ''Sono certo che il senatore D'Ali avvertira' il dovere di rimettere l'incarico di relatore alla legge di stabilita', ricevuto dal presidente della commissione Bilancio in quanto appartenente al gruppo del Pdl. Sarebbe un gesto di grande sensibilita' politica e istituzionale''. Immediata la replica di Francesco Boccia, Pd, presidente della commissione Bilancio della Camera: ''O Bondi e' confuso o e' in malafede, penso che sia piu' in malafede perche' e' evidente che i relatori per la legge di stabilita' sono scelti dalla maggioranza. D'Ali' mi pare si sia iscritto al nuovo gruppo nato al Senato del Nuovo centrodestra. Questa polemica conferma ancora di piu' la scelta saggia fatta per il Paese e per il governo da Alfano''. Boccia pronuncia parole aspre verso Forza Italia che possono preludere a nuove contrapposizioni sugli organigrammi delle commissioni decisi quando l'intero Pdl faceva parte della maggioranza: ''Deve essere chiara una cosa a Bondi e ai suoi compagni di viaggio: per quanto ci riguarda, il suo giudizio e' ininfluente rispetto alle dinamiche della maggioranza, siamo totalmente disinteressati a quello che pensa se la produzione del suo pensiero si trasforma in tentativi di destabilizzare la maggioranza''. La decisione di far iniziare il dibattito in Aula sulla legge di stabilita' il 21 novembre non cambia il calendario dei lavori che prevede il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi il 27 novembre. Il gruppo di Forza Italia dovrebbe presentare il giorno prima quattro mozioni su cui chiedera' il pronunciamento dell'Aula: riguarderanno una serie di pregiudiziali tra cui quella sulle presunte irregolarita' avvenute nella Camera di Consiglio della Giunta delle elezioni che si e' espressa a maggioranza per la decadenza. Forza Italia tornera' a insistere pure sulla richiesta di voto segreto. Se nessuna delle richieste fosse accolta, Forza Italia potrebbe cogliere l'occasione per annunciare il passaggio all'opposizione. Diversa la posizione di Nuovo Centro Destra spiegata ieri sera a ''Porta a Porta'' su Raiuno da Angelino Alfano: ''Una parte del Pdl ha alimentato la convinzione che il governo debba decadere insieme alla decadenza di Berlusconi. Noi riteniamo che la decadenza di Berlusconi sia ingiusta ma far cadere il governo sarebbe fare un torto agli italiani. La sanzione non puo' essere far cadere il governo''. gar/sam/

 

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