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pubblicato il 15/nov/2013 12:38

Legge stabilita': Capezzone, schiaffo Ue frutto e effetto errori governo

Legge stabilita': Capezzone, schiaffo Ue frutto e effetto errori governo

(ASCA) - Roma, 15 nov - ''Purtroppo le preoccupazioni che esprimiamo da mesi, sentendoci nella migliore delle ipotesi accusati di ''estremismo'', si rivelano oggi piu' che fondate. Lo schiaffo che oggi il governo riceve da Bruxelles e' il frutto dell'inadeguatezza di una linea troppo attendista, poco coraggiosa, ai limiti dell'immobilismo su due fronti''. Lo dichiara in una nota Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera.

''Da un lato, l'approccio minimalista nei confronti dell'Europa, per cui Letta e Saccomanni hanno accettato di restare prigionieri della logica degli zero virgola, anziche' porre sul tavolo - con la forza politica che un governo di cosi' ampie intese avrebbe potuto assicurargli - la questione di uno sforamento virtuoso del tetto del 3%, provando a ricontrattare con Bruxelles un percorso di rientro da deficit e debito nella comune consapevolezza che senza crescita non puo' nemmeno esserci risanamento della finanza pubblica. Dall'altro, un approccio rinunciatario, fatto di rinvii e ritardi, sul fronte interno, sui nostri ''compiti a casa'', rispetto ai temi del debito (proprio il fatto che non scendera' nel 2014 l'Europa ci contesta), del taglio della spesa pubblica e delle tasse. Debito - prosegue Capezzone - che avremmo dovuto aggredire fin da subito, come suggeriamo da mesi, con dismissioni e altre operazioni di cui da molto tempo si parla ma che evidentemente si scontrano con resistenze che il governo non ha saputo/voluto superare''. ''L'impianto della legge di stabilita' non poteva non risentire di questo duplice errore e difficilmente sara' migliorabile con qualche emendamento. Dunque, con il Pil che continua a scendere anche nel III trimestre e una vera ripresa che somiglia sempre piu' ad un miraggio, oggi constatiamo dove ci sta portando questa linea rinunciataria ai limiti dell'immobilismo: inseguendo il rigore a scapito della crescita, nella versione miope e punitiva di Bruxelles, ci ritroviamo senza crescita e senza nemmeno centrare gli obiettivi di bilancio che ci chiede l'Europa. E la frittata e' fatta'', conclude Capezzone.

com/vlm

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