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pubblicato il 23/ott/2013 12:24

Legge stabilita': Capezzone, e' 'scossa' ma nella direzione sbagliata

Legge stabilita': Capezzone, e' 'scossa' ma nella direzione sbagliata

(ASCA) - Roma, 23 ott - ''I timori che io stesso avevo manifestato nei giorni scorsi, sperando vivamente di essere smentito dai fatti, trovano purtroppo una dura e dolorosa conferma. E' sufficiente scorrere le tabelle della legge per comprendere che la legge di stabilita' rischia si' di determinare una scossa, ma nella direzione sbagliata, in senso opposto rispetto alle necessita' del Paese''. Lo afferma Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera e coordinatore dei dipartimenti Pdl.

''I numeri nudi e crudi della legge di stabilita' cosi' come riportati nelle tabelle dei saldi parlano purtroppo chiarissimo. Una manovra che, stando ai saldi netti da finanziare, prevede nel 2014 ben 9,45 miliardi di maggiori spese e solo 2,64 miliardi di minori entrate, da finanziare con 11,4 miliardi, di cui solo 4,2 miliardi di minori spese e ben 7,2 miliardi di maggiori entrate (quindi ancora una volta, come nel passato, un rapporto fortemente sbilanciato sul lato delle entrate nella misura di 2/3 delle coperture), puo' essere definita solo manovra tassa-e-spendi'', aggiunge Capezzone.

''Il quadro e' poi confermato dall'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, dal quale emerge come saldo delle entrate un aumento delle tasse per 972 milioni di euro, e come saldo delle spese un aumento della spesa pubblica di 2.6 miliardi. Anche qui, dunque, piu' spesa e piu' tasse. Da quanto si evince, una prima inversione di rotta nella direzione di una minore spesa si avrebbe solo a partire dal 2015, ma tuttora non e' chiaro attraverso quali voci, mentre neppure negli anni successivi appare esservi una inversione di rotta sul terreno delle necessarie riduzioni fiscali. E tra l'altro, le tabelle ufficiali contenute nel testo depositato al Senato confermano le peggiori preoccupazioni anche sulla casa: per l'abolizione dell'Imu sulla prima casa infatti viene messa a bilancio una perdita di gettito di 3,764 miliardi. Esattamente lo stesso gettito che arrivera' dalla Tasi (ad aliquota standard dell'1 per mille, quindi ancora suscettibile di maggiorazioni da parte dei Comuni): 3,764 miliardi. Dunque, se la Tasi sostituisce in tutto e per tutto l'Imu sulla prima casa, altro non e' che l'Imu sotto altro nome. E (lo ripeto ancora!) siamo solo all'aliquota standard: figurarsi quando arriveranno le maggiorazioni di aliquote, fino a due volte e mezzo, possibili per i Comuni.

Questa stangata va assolutamente evitata in Parlamento, correggendo tutto'', conclude Capezzone. com-ceg

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