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pubblicato il 11/nov/2013 14:19

Legge stabilita': Brunetta, no a esproprio delle pensioni

Legge stabilita': Brunetta, no a esproprio delle pensioni

(ASCA) - Roma, 11 nov - ''Brutalita' che si somma a brutalita': non c'e' limite al tentativo di mascherare il presunto contributo di solidarieta' sulle pensioni piu' elevate con vere e proprie forme di esproprio''. Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl.''Brutalita' che si somma a brutalita': non c'e' limite al tentativo di mascherare il presunto contributo di solidarieta' sulle pensioni piu' elevate con vere e proprie forme di esproprio''. Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl.

''La fragile linea di difesa, approntata inizialmente dal governo, dopo lunghe discussioni al suo interno, sta per essere travolta da nuovi gravami, voluti, a quanto e' dato da sapere, dallo stesso presidente Letta, che - sostine Brunetta - intenderebbe mantenere la indicizzazione al 100% delle pensioni fino a 3.000 euro lordi al mese (rispetto alla norma iniziale, che bloccava l'indicizzazione totale gia' dalle pensioni superiori a 1.500 euro) e 'coprire' tale misura con l'abbassamento a 90.000 euro, rispetto ai 150.000 iniziali, della soglia oltre la quale scatta il contributo di solidarieta' per le pensioni alte. Le modifiche ventilate non fanno altro che ripristinare quel prelievo straordinario che solo qualche mese fa la Corte costituzionale aveva bocciato.

Nella speranza di aggirare quel divieto, si tenta solo di coprire quel piccolo scempio, con una foglia di fico che non sappiamo quanto reggera' al successivo vaglio di costituzionalita'''.

''Ai cultori dell'esproprio - prosegue Brunetta - vorremmo ricordare che la rendita pensionistica e' figlia dei contributi versati dal singolo, nel corso della sua intera carriera lavorativa. Nella normalita' dei casi, quando quel periodo e' stato talmente lungo da raggiungere la soglia della pensione di vecchiaia, su quelle somme e' stato calcolato un rendimento decrescente rispetto all'ammontare delle somme versate. Vi e' stata, in altri termini, una perequazione equitativa nella fase ascendente. Oggi si vorrebbe imporre un ulteriore balzello, colpendo la rendita che risulta dall'equivalenza attuaria imponendo una doppia penalizzazione nella fase discendente. Non solo non e' giusto, ma manipolazioni del genere rischiano di creare un'incertezza prospettica tale da alimentare forme di evasione contributiva estremamente rilevanti. Diverso e' il caso delle pensioni di anzianita', dove lo scarto tra quanto versato e quanto si riceve dopo aver abbandonato il lavoro in piu' giovane eta', e' posto a carico degli altri.

Intervenire, in questo caso, avrebbe comunque una logica.

Sempre che l'eventuale prelievo non assuma una dimensione insostenibile''.

com-ceg

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