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pubblicato il 13/mar/2014 17:17

Legge elettorale: Sisto, modifiche Senato? Sarebbe omicidio costituziona

(ASCA) - Roma, 13 mar 2014 - ''Omicidio costituzionale'' viene definita da Francesco Paolo Sisto (Fi) presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio, l'ipotesi di una modifica dell'Italicum da parte del Senato nei suoi punti fondamentali.

Sisto, che della legge e' stato il relatore, durante una conferenza stampa di presentazione di uno studio sui cambiamenti del nuovo sistema elettorale ad opera degli uffici della Camera, si e' detto preoccupato per cambiamenti che ''vanificherebbero tutto il lavoro fatto''.

''Modificare le soglie e alcuni parametri sarebbe un omicidio costituzionale per ragioni di mero interesse politico. Il coraggio di non cambiare a volte -ha detto ancora Sisto- sembra conservatorismo ma in questo caso e' soltanto il coraggio di mantenere la barra dritta per dare al nostro Paese una legge elettorale''.

Alla domanda se sarebbe un ''omicidio costituzionale'' alzare la soglia del premio da 37 a 40% per permettere una maggioranza e quindi una governabilita' piu' sicura, visto che il sistema approvato dalla Camera prevede un massimo di 340 deputati su 630, Sisto ha risposto che '''certo il Senato ha tutta la liberta' parlamentare di intervenire come meglio ritiene, pero' se modificasse per ragioni di piazza, di pancia, non di testa, l'assetto di questa legge elettorale avremmo lavorato invano''. Sarebbe, ha ribadito, ''un omicidio costituzionale per ragioni di mero interesse politico''. In questo caso, se si passasse dal 37% al 40% ''vorrebbe dire rendere di fatto obbligatorio il ballottaggio, mentre e' previsto nel testo solo come eventuale''. Insomma per Sisto modifiche '''sono possibili, ma solo piccole: un maquillage e non un intervento di chirurgia plastica''. E questo perche' ''l'appetito vien mangiando'' e di questo passo '''stravolgere l'Italicum. In questo senso io sono preoccupato''.

Modifiche, in linea di ipotesi sono possibili ma, ha sottolineato Sisto, ''le cose si cambiano se c'e' un accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi'', nel rispetto quindi di quella intesa che definisce il '''patto fondativo'' della riforma elettorale. ''I cambiamenti si fanno se c'e' un accordo. Se si fanno dei cambiamenti coattivi, si fa saltare il banco. Quindi - ha concluso Sisto - spero che se la legge dovesse tornare cambiata dal Senato, questi cambiamenti siano stati fatti con un accordo. Concordati, condivisi''.

min/mau

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