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pubblicato il 06/dic/2013 08:44

Legge elettorale: si' al Mattarellum e poi voto, possibile asse FI-M5S

Legge elettorale: si' al Mattarellum e poi voto, possibile asse FI-M5S

(ASCA) - Roma, 6 dic - La bocciatura del Porcellum da parte della Consulta puo' allungare o accorciare la vita dell'esecutivo guidato da Enrico Letta? ''Sulla carta c'e' un accordo sul Mattarellum. Strano che nessuno se ne sia accorto. Si puo' fare la riforma e poi andare al voto'', dice Pippo Civati, candidato a segretario del Pd, partecipando a ''Otto e mezzo'' su La7. Gianni Cuperlo, altro competitor nelle primarie del Pd di domenica prossima, parla di ''sconfitta della politica che non e' riuscita a riformare la legge elettorale prima del pronunciamento della Consulta''. Matteo Renzi, favorito nella corsa alla segreteria dei democratici, allarga il discorso: ''La legge di stabilita' ce la fa la Commissione europea, la Legge elettorale la Consulta, il Tar del Lazio boccia le decisioni del Ministero della Salute. Vi rendete conto a che punto e' arrivata la crisi della politica?''. Si attende intanto il discorso che fara' il premier Letta mercoledi' prossimo alle Camere in occasione del voto di fiducia resosi necessario per la fine delle larghe intese dopo la decisione di Forza Italia di passare all'opposizione. Il presidente del Consiglio preferirebbe che la nuova legge elettorale si accompagnasse ad alcune riforme istituzionali: sostituzione del Senato con la Camera delle Regioni, riduzione dei parlamentari, piu' poteri al premier. Da palazzo Chigi si teme pero' che Forza Italia e M5S possano convergere sulla medesima posizione: via libera al rirpristino del Mattarellum a condizione che si torni il prima possibile alle urne. Renato Brunetta, capogruppo a Montecitorio, da' un primo segnale sulla posizione di Forza Italia dichiarando: ''Dopo la sentenza della Corte costituzionale, bisogna immediatamente rendere esecutive le indicazioni che sono state date. I deputati eletti a Montecitorio grazie al premio di maggioranza sono di fatto decaduti e i seggi assegnati dovrebbero essere riassegnati subito tra gli altri Gruppi presenti in Parlamento''. Per Brunetta, la riforma della legge elettorale deve inoltre ''confermare il bipolarismo''. C'e' poi da risolvere la questione della contrapposizione tra Camera e Senato. C'e' accordo sulla necessita' della riforma elettorale ma e' affiorato il dissenso sul luogo istituzionale dove puo' prendere forma un testo il piu' possibile condiviso. Ieri la Conferenza dei capigruppo della Camera ha confermato la dichiarazione di urgenza a proposito della riforma elettorale invitando la commissione Affari costituzionali a calendarizzarla, auspicando un accordo sul percorso istituzionale tra Laura Boldrini e Piero Grasso, presidenti di Camera e Senato. Scrive su facebook Luigi Di Maio, M5S, vicepresidente della Camera: ''Li abbiamo convinti. Due ore di capigruppo. La commissione Affari costituzionali della Camera iniziera' la discussione della legge elettorale''. La scelta dei capigruppo di Montecitorio non e' stata condivisa dal Nuovo centrodestra. Dichiara Maurizio Sacconi, presidente di Ncd al Senato: ''La provocatoria richiesta a maggioranza della Conferenza dei capigruppo della Camera corrisponde al malcelato tentativo di alcuni ambienti politici fino a ieri di non fare nulla e domani di provocare la crisi di governo attraverso la ricerca di maggioranze diverse da quella che lo sostiene''. Aggiunge l'ex ministro del Lavoro: ''Il presidente del Senato e' avvertito. Se dovesse piegare i propri comportamenti alle pretese di partito o di frazioni di partito verrebbe meno al suo ruolo istituzionale e le reazioni sarebbero proporzionate ad un comportamento cosi' grave''. Sacconi punta l'indice contro accordi che non partano dalla maggioranza di governo. Anche Roberto Calderoli, Lega Nord, tra gli estensori del Porcellum, si schiera a favore dell'opzione a favore di palazzo Madama come luogo istituzionale del confronto: ''La legge elettorale e' e resta all'esame del Senato. Grasso non potra' cederla alla Camera contro il parere della commissione Affari costituzionali''. Dopo la sentenza della Consulta, la commissione Affari costituzionali del Senato ha deciso di istituire un comitato ristretto con il mandato di cercare un accordo sulla legge elettorale entro gennaio. Il M5S ha chiesto ieri che la discussione iniziasse subito nell'Aula di Montecitorio, dopo una mattinata di polemiche nell'Aula della Camera: ''Il Parlamento non e' piu' legittimo. E' giusto dimettersi e noi siamo pronti a farlo, ma solo dopo l'approvazione del Mattarellum che e' l'ultima legge elettorale valida approvata dal Parlamento''. Ha replicato la presidente Boldrini: ''Questa Camera e' pienamente legittima e legittimata ad operare''. Nel pomeriggio e' arrivata da Napoli la presa di posizione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano: ''Stiamo parlando di una sentenza della Corte costituzionale che espressamente si riferisce al Parlamento attuale dicendo che esso stesso puo' ben approvare una riforma della legge elettorale. E' la Corte stessa che non mette in dubbio che c'e' continuita' nella legittimita' del Parlamento''. Spiega ulteriormente il presidente della Repubblica: ''La decisione della Corte non puo' aver stupito o colto di sorpresa chiunque abbia ricordo delle numerose occasioni in cui sono intervenuto per sollecitare fortemente il Parlamento a intervenire modificando la legge elettorale del 2005 almeno nei punti di piu' dubbia costituzionalita'''. gar/sam/

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