lunedì 27 febbraio | 15:00
pubblicato il 20/gen/2014 11:42

Legge elettorale: Schifani, Berlusconi contraddittorio sul Pd

Legge elettorale: Schifani, Berlusconi contraddittorio sul Pd

+++''Prima lo considerava un carnefice, poi lo incontra a domicilio...''+++.

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(ASCA) - Roma, 20 gen 2014 - ''Le regole si scrivono insieme, su questo non c'e' dubbio - ha detto Renato Schifani, capogruppo al Senato del NCD- a ''Prima di tutto''su Radio 1 -. Devono partire dalla condivisione fra forze che governano il Paese. L'incontro Renzi-Berlusconi dimostra peraltro che il NCD aveva visto bene: Berlusconi ha cercato di far cadere un governo, ha rotto un partito perche' ha detto piu' volte a me ma anche ad altri che non poteva convivere coi propri presunti carnefici, il Pd. E qualche giorno dopo invece si reca a domicilio dai propri carnefici. L'incontro Renzi-Berlusconi non ha nulla di strano sotto l'aspetto politico, ma c'e' invece molto da obiettare sulla contraddittorieta' dei comportamenti''.

''Detto questo quando si parla di legge elettorale, vanno verificati alcuni aspetti - ha proseguito Schifani -. Da tempo Berlusconi, IL Pd e tutti i partiti hanno insistito sulla necessita' per gli elettori di scegliere gli eletti, quindi con un ventaglio di scelte a disposizione piu' ampio possibile. Invece ora cercano di siglare un'intesa nella quale all'elettore viene impedita la possibilita' di scegliere i propri candidati. Questo e' un fatto gravissimo, una limitazione della democrazia che denunzio e che ribadiro' anche in Aula. Andro' avanti su questo punto, non mi fermero'. Ma in ogni caso - ha concluso Schifani- anche la migliore legge elettorale, non risolve un problema: la governabilita'. Questo Paese assumera' un assetto stabile, in cui e' chiaro chi governa e chi e' all'opposizione se non si fa una modifica alla costituzione in materia di forma di governo: cioe' impedire che un leader eletto possa essere sostituito da un altro con un ribaltone. La legge elettorale non risolve questo problema e nemmeno la modifica del Parlamento. Non prendiamoci in giro, dobbiamo prevedere l'elezione diretta del premier e la non sfiduciabilita' dello stesso, per evitare cambi di maggioranza in corsa''.

com-njb

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