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pubblicato il 17/gen/2014 18:23

Legge elettorale: Rughetti (Pd), Renzi lavora per credibilita' politica

(ASCA) - Roma, 17 gen 2014 - ''Una nuova legge elettorale ed obiettivi concreti per il governo, gli strumenti. Cosa fa Matteo Renzi, neo segretario del PD? Vuole far cadere Letta? Andare al governo? Andare a votare il 25 maggio con le elezioni europee? Niente di tutto questo. La Direzione di ieri e la ricandidatura a sindaco di Firenze dimostrano l'esatto contrario''. E' quanto scrive sul suo blog Angelo Rughetti, deputato del Pd, in merito al dibattito in corso delle forze politiche sulla legge elettorale.

''La legge elettorale del 2005 dichiarata incostituzionale dalla Corte - prosegue Rughetti - e' una delle prove del fallimento della classe dirigente del centro destra. Oggi il Pd, concretamente, ha rimesso in moto il cantiere della riforma ed il 27 gennaio l'Aula della Camera comincera' la discussione generale e gia' lunedi' 20 in commissione affari costituzionali si comincera' a lavorare. Questo dimostra che in passato se si voleva arrivare ad un risultato la strada per farlo esisteva, quella che e' mancata e' stata la volonta' politica. Visto che a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca - scrive il parlamentare democratico - io penso che qualcuno dentro il Pd (e non solo), con la voglia di proporzionale, stia realmente sperando che il tentativo di Renzi fallisca per poter votare a maggio in modo da eleggere un parlamento che imbrigli il leader del Pd, anteponendo gli interessi di parte a quelli del Paese che tornerebbe 20 anni indietro in barba al referendum di Segni del 1993 con il quale l'Italia scelse la strada del maggioritario''.

Quindi ''avanti con la legge elettorale e avanti con la riforma della costituzione. Le critiche sono tutte ammesse e legittime a condizione che si condivida anche un giudizio sul passato lontano e recente. Se il Pd riuscira' a fare le riforme, cambiare l'andamento delle percentuali dell'occupazione e del reddito avra' ridato credibilita' alla politica e alle istituzioni, altrimenti questo Paese sara' condannato a sopravvivere nonostante lo Stato'', ha concluso.

com-brm/cam/ss

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