giovedì 08 dicembre | 13:23
pubblicato il 12/dic/2013 20:15

Legge elettorale: Renzi segna un punto. Un compromesso per accelerare

Legge elettorale: Renzi segna un punto. Un compromesso per accelerare

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 12 dic - Motivato dalla nobile esigenza di fare presto per dare al Paese una buona legge elettorale e porre fine alla prima Repubblica con la chiusura del bicameralismo perfetto, un compromesso e' stato raggiunto in serata tra i presidenti di Senato (Pietro Grasso) e Camera (Laura Boldrini). La riforma elettorale passa cosi' dal Senato alla Camera, mentre in parallelo il Senato avviera' la legge costituzionale per porre fine al bicameralismo paritario tra i due rami del Parlamento e diminuire contestualmente il numero dei parlamentari. La decisione -come ha informato un comunicato congiunto dei due presidenti- supera tutte le riseve regolamentari con una decisione politico-istituzionale, che prende atto che una ''maggioranza numerica dei senatori e dei deputati'' si e' pronunciata favorevolmente al ''superamento del principio della priorita' temporale, in forza del quale l'iter sarebbe dovuto proseguire al Senato''. Cio' premesso, i due presidenti hanno definito una ''intesa'' per il passaggio della materia elettorale dal Senato alla Camera. Allo stesso tempo hanno stabilito che il Senato avra' la ''priorita' nell'esame dei progetti di legge di riforma costituzionale gia' presentati e preannunciati, in particolare quelli concernenti il superamento del bicameralismo paritario e per l'avvio di un piu' moderno ed efficiente bicameralismo differenziato''. Quest'ultima precisazione e' trasparentemente riferita ad un sistema formato da una Camera che e' depositaria del rapporto di fiducia verso il governo, con il Senato come camera di rappresentanza territoriale. Che la procedura abbia superato i regolamenti tradizionali, si comprende in una nota finale dove si richiama una ''chiara assunzione di responsabilita' da parte dei gruppi politici di entrambi i rami del Parlamento'' per garantire il buon esito dell'iter legislativo. Il comunicato si chiude con l'invito alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato a procedere ''parallelamente con costante e reciproca attenzione'' per assicurare ''un piu' spedito e proficuo svolgimento dell'iter delle riforme''. L'intesa dei due presidenti ha avuto anche il merito di chiudere una polemica che era sorta nel pomeriggio per una intervista del ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, che tra l'altro aveva sottolineato come il tema delle riforme istituzionali e della legge elettorale e' strettamente legata alla sorte del governo. In sostanza, aveva detto il ministro, o si fanno ''o il governo va in crisi, va in tilt''. Parole che da Forza Italia e dalle altre forze di opposizione erano state interpretate come una minaccia al governo e al Pd in particolare. In ultimo, il traghetto della legge elettorale da Palazzo Madama a Montecitorio e' certo ascrivibile ad una prima vittoria politica del neosegretario democratico, Matteo Renzi.

min/vlm

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