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pubblicato il 09/dic/2013 16:13

Legge elettorale: Renzi leader Pd, nuova spinta. Le opzioni possibili

Legge elettorale: Renzi leader Pd, nuova spinta. Le opzioni possibili

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 9 dic - Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Porcellum, il conto alla rovescia per l'approvazione di una nuova legge elettorale riceve un'accelerazione di natura politica con l'esito delle primarie del Pd, che hanno hanno incoronato Matteo Renzi come nuovo segretario. Renzi non ha mai fatto mistero di pensare ad un sistema a doppio turno sul modello in uso per i comuni, secondo uno schema divenuto noto come del ''sindaco d'Italia''. Formula la cui primogenitura spetta al leader referendario Mario Segni. In campo ci sono altre posizioni che non sono frutto di astratte simpatie, ma rispondenti a precisi interessi politici, quasi tutti di parte. C'e' anzitutto quel che e' rimasto in piedi del Porcellum dopo la sentenza della Consulta: un sistema proporzionale puro con una soglia minima, 4% alla Camera e 8% al Senato, che si dimezzano ad alcune (facili) condizioni. Sistema che ha una sola sicura certezza: quella di garantire l'ingovernabilita' perche' il quadro politico tripolare con contorno di frammentazione rende difficilissima la formazione di una maggioranza e di un governo. Il risultato sarebbe la via obbligata ad una nuova alleanza allargata. Come in un perverso gioco dell'oca si avrebbe un ritorno al punto di partenza. ''Scenario da incubo'', e' stato detto, ma quante probabilita' ci sono che accada? Molte se ripartono i veti e le liti. I primi ad essere interessati sono ovviamente i partitini (i ''nanetti'', li defini' il professor Sartori), specie quelli che sono rimasti fuori dal Parlamento, che puntano a tornare ad essere indispensabili per formare maggioranze e governi. Il proporzionale puro rischia pero' di apparire ai cittadini come una proposta indecente e allora sono possibili variabili piu' presentabili. E' il caso del sistema tedesco, meta' proporzionale e meta' maggioritario, con sbarramento al 5%. Sistema che in Germania ha funzionato abbastanza bene finche' i partiti sono stati solo 3 (due grandi e uno piccolo), ma quando si e' passati a 5, la frammentazione non ha permesso la formazione del governo nonostante la Merkel avesse vinto.

E il governo di grosse koalition e' ora in dirittura d'arrivo, dopo oltre due mesi di estenuanti trattative. La complicazione del tedesco e' che lo si vorrebbe ''adattare'' all'Italia, abbassando addirittura la soglia di sbarramento che farebbe passare piu' di 5 partiti. L'esito sarebbe anche qui un ritorno al passato con maggioranze di coalizione con i ''nanetti'' a recitare alla grande la famosa politica dei due forni. C'e' poi lo spagnolo, sistema proporzionale con sbarramento molto alto, che si avvale di collegi molto piccoli, quasi uninominali, che incrementano di fatto il meccanismo di sbarramento arrivando al 10% e oltre. Per di piu' non vengono calcolati i resti, per cui il risultato nonostante la base proporzionale, ha un effetto maggioritario. A mezza strada, a meta' tra il proporzionale e il maggioritario, c'e' il Mattarellum, sistema per definizione misto: 75% maggioritario con collegi uninominali e 25 di proporzionale. Ma il proporzionale si allarga e di molto grazie al meccanismo dello scorporo (di attenuazione del maggioritario) e all'uso delle liste civetta. E' un sistema che piace ai partiti piccoli che contrattano il loro appoggio nella coalizione favorendo un meccanismo di desistenze (dei grandi a favore dei piccoli). Paradossalmente e' guardato con interesse anche da alcune forze piu' grandi, un po' perche' si illudono sull'effetto maggioritario, che funziona in un quadro bipolare che ormai non c'e' piu', ma un po' anche perche' il partito grande e' politicamente interessato a legare il medio o piccolo per sopravvivere. E' il caso probabile di Fi verso Ncd, ma anche verso tutte le miniformazioni di destra. Oltre il Mattarellum c'e' il maggioritario vero. Da un lato e' possibile andare al modello britannico, dove tutti i collegi sono maggioritari uninominali. E' quello a cui punta chi vorrebbe operare sul 75% del Mattarellum usando il 25% mancante come premio. (Un ostacolo e' il fatto che in nessuna parte del mondo si abbina al maggioritario secco un premio di maggioranza). In Gran Bretagna il sistema ha funzionato per anni (sacrificando pero' l'esistenza del 18% dei liberali) ed oggi e' in crisi perche' il quadro da bipolare e' ormai diventato tripolare e Cameron, vincitore alle elezioni, ha dovuto fare coalizione con la terza forza. Piu' sicuri nel risultato sono i sistemi a doppio turno.

Anzitutto il francese -proposto da sempre dal Pd- che si avvale di un doppio turno di collegi. Se in un collegio nessuno dei canditati supera il 50% si va al secondo turno e comunque se si supera la soglia del 12,5%. Oltre che al Pd il sistema piace a tutti coloro che vorrebbero importare dalla Francia il sistema semipresidenziale. Una variante al sistema francese e' quella del ''sindaco d'Italia'' proposta da Renzi e alla quale ha aperto il Ncd con il suo leader Alfano. Si tratta di un doppio turno di coalizione, dove le due coalizioni (o partiti) maggiori si affrontano in un ballottaggio a livello nazionale. Al di la' della suggestiva definizione di ''sindaco d'Italia'' e' la soluzione che venne proposta dal prof.

D'Alimonte e da Luciano Violante e poi recepita dai Saggi nella Commissione che ha redatto un progetto di riforma istituzionale ed elettorale: una legge proporzionale con uno sbarramento al 5% con un premio che porta al 55% dei deputati alla forza (coalizione o singolo partito) che supera la soglia del 40-45% dei seggi. Se nessuno supera questa soglia si va ad un secondo turno con ballottaggio tra i primi due partiti o coalizioni. La partenza (il primo turno) di questo sistema e' quasi esattamente cio' che la Corte ha lasciato in piedi del Porcellum, si tratterebbe solo di aggiungere la soglia alta per il premio e prevedere un secondo turno di ballottaggio. E naturalmente la preferenza (al primo turno) che diventerebbero due in conseguenza della norma dell'alternanza di genere. min/vlm

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