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pubblicato il 17/gen/2014 08:34

Legge elettorale: Renzi-Berlusconi, mugugni nel Pd. Weekend di tensioni

Legge elettorale: Renzi-Berlusconi, mugugni nel Pd. Weekend di tensioni

(ASCA) - Roma, 17 gen 2014 - Due ore di colloquio in tarda serata con Enrico Letta a palazzo Chigi per un ulteriore chiarimento che non sarebbe servito a fargli cambiare agenda e a consigliargli prudenza: Matteo Renzi tira dritto dopo la riunione di ieri della Direzione del Pd nella quale la minoranza guidata da Gianni Cuperlo lo ha consigliato di non incontrare Silvio Berlusconi per chiudere un accordo su legge elettorale, trasformazione del Senato e riforma del Titolo V della Costituzione. Secondo ambienti renziani e berlusconiani (Mariastella Gelmini parla di ''metodo giusto che riconosce il voto di milioni di italiani''), data, orario e luogo del faccia a faccia sarebbero gia' decisi: domani, in mattinata o a meta' pomeriggio a Roma, sala riservata di un hotel. L'incontro e' a forte rischio per il segretario del Pd, non solo per le polemiche interne al partito che gli segnalano la particolare condizione giudiziaria di Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale e decaduto dal suo ruolo di senatore. Se la mano tesa non dovesse dare risultati, Renzi patirebbe la prima battuta d'arresto da quando e' diventato segretario del Pd con le conseguenze di dover riconsiderare la tabella di marcia sul tema della legge elettorale e delle riforme. Se l'accordo fosse raggiunto (alcune indiscrezioni parlano di un documento che verrebbe sottoscritto), occorrera' valutarne il merito. Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e Scelta civica di Mario Monti minacciano di aprire la crisi di governo, qualora l'intesa tra Renzi e Berlusconi dovesse avvenire sul ''modello spagnolo'' di legge elettorale che penalizza le forze minori (preferiscono un doppio turno con premio di maggioranza con collegi da studiare nelle loro dimensioni). La minoranza del Pd vorrebbe invece strappare un accordo che preveda il doppio turno almeno di coalizione, se non di collegio. L'eventuale successo dell'incontro potrebbe non dispiacere invece al premier Letta che pur continuando ad auspicare una proposta di riforma che nasca in prima battuta dalla maggioranza che sostiene il governo (lo avrebbe ridetto a Renzi ieri sera avvertendolo che sulla trasformazione del Senato potrebbe non avere i numeri proprio a palazzo Madama) sa bene che mettere subito in moto le procedure per riforma elettorale - il 20 gennaio ne inizia a discutere la commissione Affari costituzionali della Camera, il 27 il confronto passa all'Aula - trasformazione del Senato e riforma del Titolo V della Costituzione significa scongiurare definitivamente elezioni anticipate in primavera. Potendo contare su una larga maggioranza in Direzione, Renzi l'ha riconvocata per lunedi' prossimo quando ha assicurato che chiedera' un voto sulla proposta di riforma elettorale che riterra' percorribile in tempi brevi. Le obiezioni all'incontro con Berlusconi hanno avuto sfumature diverse negli interventi di ieri alla Direzione piddina che hanno visto alla fine l'astensione di 35 esponenti della minoranza sulla relazione del segretario. Matteo Orfini, del gruppo dei cosiddetti ''giovani turchi', precisa: ''Finche' Berlusconi, ci piaccia o no, rappresenta un pezzo importante del Parlamento, bisogna parlarci''. Puntualizza Pippo Civati, terzo arrivato nelle primarie del Pd: ''Sono il primo a chiedere chiarezza sulla trattativa lampo sulla legge elettorale, sul sistema spagnolo, ma davvero l'argomento che con Berlusconi non si deve parlare, detto da chi con Berlusconi ha fatto due governi e si e' ripromesso di cambiare la Costituzione e' veramente un assurdo logico''. Roberto Speranza, capogruppo a Montecitorio, e' piu' duro nelle critiche a Renzi: ''E' chiaro che bisogna provare a parlare con tutte le forze politiche. Questo puo' significare, come Renzi gia' sta facendo, parlare con altre personalita' e non con Berlusconi''. Un piccolo aiuto a Renzi arriva pure da Nichi Vendola, leader di Sel (mercoledi' c'e' stato un incontro tra i due), che pur difendendo l'ipotesi di riforma elettorale sul modello del Mattarellum da correggere e dichiarandosi contrario a un incontro tra Berlusconi e Renzi dichiara: ''Tante cose non bisognava fare con Berlusconi, a partire dal governo. Anche quando non era un pregiudicato era certamente pregiudicabile''. Il segretario piddino aveva detto a questo proposito nella relazione: ''Una polemica surreale, ed e' stravagante che venga da chi ha fatto un governo insieme a Berlusconi. Io non ho visto un ministro dimettersi dopo la sentenza su Berlusconi, li ho visti dimettersi per un 'chi' ma non per questo'' (riferimento esplicito a Stefano Fassina, ex viceministro all'Economia). Resta l'incognita dei riflessi delle iniziative di Renzi sul governo. Ieri ha ripetuto la sua valutazione: ''Se fa le cose, puo' andare avanti. Noi ora ci giochiamo la faccia. In questi mesi abbiamo assistito a una serie di fallimenti, non abbiamo fatto la legge elettorale in dieci mesi, e' saltata la revisione costituzionale via art. 138. Il governo non ci chieda di fare un rimpastino dove al posto di uno di loro mettiamo uno di noi''. Cuperlo ha avanzato una proposta: ''Sarebbe saggio valutare le ragioni non di un rimpasto, ma di una vera ripartenza, con un nuovo governo presieduto da Letta, che recuperi un profilo di autorevolezza e prestigio e che il Pd senta davvero suo. Ritengo che la scelta migliore sulla riforma elettorale sia quella del doppio turno di coalizione''. Ieri sera Letta, che non ha partecipato ai lavori della Direzione piddina, aveva precisato in una nota prima dell'incontro con il segretario del Pd: ''Sono d'accordo con Renzi sulla necessita' di un nuovo inizio dell'azione di governo. Mi sono impegnato in questa direzione e conto di arrivare a un risultato positivo a breve. Ovviamente ho un giudizio diverso sui nove mesi di lavoro, in uno dei tempi piu' complessi e travagliati della nostra storia recente, che questo governo ha dietro le spalle''. Conclude il premier: ''Sono fiducioso in un risultato positivo dell'iniziativa opportuna e coraggiosa che Renzi ha assunto sulla legge elettorale''. Malgrado le esternazioni ufficiali, il weekend si presenta ad alta tensione politica per governo e Pd. gar/sam/

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