domenica 22 gennaio | 23:49
pubblicato il 22/gen/2014 08:35

Legge elettorale: Renzi ai deputati Pd, senza riforme la legislatura rischia

Legge elettorale: Renzi ai deputati Pd, senza riforme la legislatura rischia

(ASCA) - Roma, 22 gen 2014 - ''Il passaggio e' decisivo, senza riforme la legislatura rischia. Il Pd e' centrale. Se riusciamo, facciamo tutti insieme le riforme. Chi non mi ha mai creduto, oggi deve prendere atto della realta': nessuno trama contro Enrico Letta''. Matteo Renzi ripete le sue convinzioni nell'incontro di ieri sera con i deputati Pd che si e' svolto a iniziare dalle 21 presso l'Auletta dei gruppi della Camera. Il passaggio centrale del discorso di Renzi e' un avvertimento a chi pensa che l'accordo con Silvio Berlusconi possa essere messo in discussione. Puntualizza infatti il segretario: ''Per me se non si tocca il premio di maggioranza e il ballottaggio, fate quel che vi pare. Se siete piu' bravi vi presto la mia stanza''. Dalla riunione dei deputati del Pd filtra un botta e risposta tra Rosy Bindi e Renzi. La presidente della commissione Antimafia chiede due correzioni alla proposta di legge elettorale: portare al 38% la soglia per ottenere il premio di maggioranza, no alle liste bloccate e si' alle preferenze. Ribatte il segretario: ''Diglielo tu a Berlusconi''. Controreplica Bindi, ricordando i suoi trascorsi polemici con il leader di Forza Italia: ''Proprio a me mi ci vuoi mandare?''. Renzi precisa ai deputati che gli chiedono di cambiare la proposta di riforma della legge elettorale: ''Se c'e' accordo con tutti per modificare e migliorare, sono felice. Fate quel che vi pare. Se siete piu' bravi, vi presto anche la stanza''. Il segretario sfida il gruppo alla Camera del suo partito sapendo che forse la maggioranza dei deputati piddini non la pensa come lui. E annota sulle dimissioni di Gianni Cuperlo da presidente del Pd: ''Mi parlano di democrazia interna, ma io sono stato eletto segretario con il 70% dei voti e ho dovuto supplicare in ginocchio Cuperlo di accettare l'incarico di presidente mentre potevo dire 'ciao, ciao'. Qualcuno mi ha detto che dovevo scrivergli per far ritirare le dimissioni, una liturgia che non mi appartiene. E per quel che ne so neanche a Gianni''. Quanto al faccia a faccia con il leader di Forza Italia nella sede del Pd, ci tiene a sottolineare: ''Puo' essere che io abbia perso consensi incontrando Berlusconi, ma non misuro i risultati sui sondaggi''. Il deputato bersaniano Alfredo D'Attorre, ex responsabile delle Riforme per il Pd, annuncia che si fara' promotore di un emendamento sul tema delle preferenze. L'iniziativa, tenendo conto della probabile adesione dei partiti minori (Ncd, Scelta civica, Popolari per l'Italia, Fratelli d'Italia, Sel), potrebbe rivelarsi vincente se 44 dei 293 deputati piddini dovesse pensarla com D'Attorre. Nella trasmissione ''Porta a Porta'' su Raiuno, Renzi dice su questo punto: ''Lo confesso: sono un sostenitore delle preferenze ma c'e' stato un veto di Berlusconi''. Il sindaco di Firenze si dichiara invece irremovibile sulle soglie di sbarramento per accedere alla Camera (5% per chi si coalizza, 8% per gli altri) che penalizzano i partiti minori: ''Con tutto il rispetto, si mette la soglia di sbarramento proprio per evitare il ricatto dei partitini. I partitini si arrabbiano? Si arrangiano. Basta al loro potere di ricatto''. Del testo di riforma elettorale si torna oggi a discutere nella commissione Affari costituzionali di Montecitorio dove gia' ieri Emanuele Fiano, capogruppo del Pd, aveva illustrato le linee guida delle norme scaturite dall'accordo tra Renzi e Berlusconi. D'Attorre ne ha contestato l'impianto e i listini bloccati senza le preferenze annunciando emendamenti. Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme, intervenendo nei lavori della commissione, ha sollevato dubbi di costituzionalita' sul premio di maggioranza che sarebbe sproporzionato rispetto alla soglia da raggiungere. Tocchera' intanto al relatore Francesco Paolo Sisto, Forza Italia, presentare formalmente il testo che dovra' essere votato come base del lavoro della commissione e sul quale potranno essere presentati emendamenti venerdi' prossimo. Potrebbe esserci poi lo spostamento della discussione nell'Aula della Camera a mercoledi' 29 gennaio rispetto a lunedi' 27 come programmato precedentemente, perche' il Congresso di Sel, fissato a Riccione da venerdi' a domenica prossimi, impedisce alla commissione Affari costituzionali di lavorare nel fine settimana. Sara' interessante verificare come agira' la minoranza del Pd nel corso dell'iter parlamentare della riforma elettorale. Se D'Attorre si dice pronto a presentare l'emendamento per reintrodurre le preferenze che avrebbe l'adesione del Nuovo centrodestra e dei partiti minori, Matteo Orfini, esponente di spicco dei cosiddetti ''giovani turchi'', non e' d'accordo: ''Un emendamento per le preferenze non lo voto, a meno che non sia l'emendamento del mio partito. Mi attengo alle decisioni della Direzione e del gruppo, perche' questo e' il modo per tenere unito il Pd. Altrimenti, per questa via, il Pd si sfascia''. Cuperlo tace su questo punto dopo le dimissioni da presidente, mentre Stefano Fassina addolcisce le sue critiche a Renzi: ''Riconosco che ha fatto un ottimo lavoro''. gar/sam/

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