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pubblicato il 24/ott/2013 17:43

Legge elettorale: relatori presentano schema in commissione (1 Upd)

+++Resta ancora aperta la questione del doppio turno+++.

(ASCA) - Roma, 24 ott - I relatori del ddl di riforma della legge elettorale in commissione Affari costituzionali del Senato, Donato Bruno (Pdl) e Doris Lo Moro (Pd), hanno presentato oggi uno schema di lavoro contenente i punti di convergenza individuati dopo una ''discussione seria e serena'' e una serie di audizioni specifiche rilevando, al contempo, le questioni ancora aperte su cui e' necessario un ulteriore approfondimento tra le parti. La senatrice Lo Moro ha spiegato, al termine della riunione, che i punti di convergenza riguardano la soglia del premio di maggioranza, la necessaria omogeneita' del premio di maggioranza tra Camera e Senato, il come rendere eleggibili i candidati da parte dell'elettorato, la rappresentanza di genere. Ancora aperta invece resta la questione della governabilita'. Nel documento sono esposte due posizioni con questo obiettivo: il premio di governabilita' se nessuno raggiunge la maggioranza richiesta oppure il secondo turno come proposto dal Pd.

''Su questa base si arrivera' a una conclusione - hanno spiegato i due relatori -, la discussione e' stata seria e serena, il che ci fa ben sperare sul successo finale''. Nel dettaglio le ipotesi di lavoro che vedono la convergenza dei vari gruppi, per quanto riguarda la Camera dei deputati indicano, come sistema elettorale una quota pari al 20% dei seggi con metodo proporzionale, senza voto di preferenza, su liste circoscrizionali di candidati, con alternanza di genere, delle 26 circoscrizioni attuali. Nel restante 80% dei seggi, senza introdurre il voto di preferenza, si applica il metodo proporzionale su base circoscrizionale su liste di candidati in collegi plurinominali collegate reciprocamente con liste circoscrizionali. I collegi plurinominali sono tendenzialmente in ambito provinciale o subprovinciale, quindi di dimensioni molto piu' piccole sulla scia dell'esperienza spagnola. In ogni lista di candidati lo stesso sesso non puo' essere presente in misura eccedente il 65% o ai due terzi. Per quanto riguarda le soglie di sbarramento, che sono computate a livello nazionale sull'insieme delle liste circoscrizionali aventi il medesimo contrassegno, queste saranno il 4 o il 5% per le liste non coalizzate, il 2 o il 3% per quelle coalizzate, oppure il 10% in almeno tre circoscrizioni o il 20% in quelle di insediamento di minoranze linguistiche riconosciute. Il premio di maggioranza e' fissato in 340 seggi alla lista o alla coalizione di liste circoscrizionali con il medesimo contrassegno che ottiene almeno il 40% dei voti a livello nazionale.

Per quanto concerne il Senato, ogni regione, ad eccezione di Valle d'Aosta, Molise, Trentino e Alto Adige e' suddivisa in collegi plurinominali; nelle liste i candidati dello stesso sesso non possono eccedere il 65% o i due terzi.

Accedono al riparto dei seggi le liste che, col medesimo contrassegno, hanno su base nazionale almeno il 4 o il 5% dei voti oppure il 2 o il 3% se in coalizione con altre. Inoltre accedono al riparto dei seggi le liste o le coalizioni che raggiungano l'8% in almeno 5 regioni, il 15% anche in una sola regione (ma in tal caso solo nella regione o nelle regioni dove si ottiene quel risultato) o il 20% in una regione di insediamento di minoranze linguistiche riconosciute. Alle liste o alle coalizioni di liste che col medesimo contrassegno ottengono almeno il 40% di voti validi a livello nazionale sono attribuiti 170 seggi; i seggi 'incrementali' sono poi distribuiti tra le regioni e in ambito regionale tra i collegi plurinominali in base alle cifre elettorali in ordine decrescente. In questo schema di lavoro e di ipotesi di lavoro resta ancora cospicuo il capitolo delle questioni aperte. Nel caso in cui nessuna delle liste o calizioni raggiungano le soglie necessarie per l'attribuzione del premio ci sono due ipotesi, ovviamente contrastanti tra loro, quella del secondo turno di votazioni tra le due liste che hanno ottenuto il maggior numero di voti, come propone il Pd; quello di un incremento di seggi alla lista o calizione che ha ottenuto, con la maggioranza dei voti almeno il 35% dei suffragi, come propone il Pdl. Per risolvere il caso di esiti difformi, relativamente al premio, tra Camera e Senato, c'e' chi propone che, se il premio e' conseguito da liste o coalizioni con diverso contrassegno non venga attribuito ne' alla Camera ne' al Senato, e chi propone che se il premio viene conseguito per una sola camera e non per l'altra si consideri l'ipotesi che non sia attribuito in alcuna delle due camere. Aperto anche il metodo di calcolo per l'attribuzione dei seggi (dei quozienti interi e piu' alti resti, ovvero, dei divisori in base al metodo D'Hondt). Sulla scelta degli eletti nei collegi plurinominali c'e' chi propone di seguire l'ordine di lista (Pdl) e chi venga effettuata in base ai voti di preferenze (Pd), con la possibilita' di due scelte per candidati di sesso diverso. njb/cam/alf

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