lunedì 16 gennaio | 23:22
pubblicato il 26/feb/2014 16:39

Legge elettorale: prossima settimana decisiva per via libera Camera

di Angelo Mina. (ASCA) - Roma, 26 feb 2014 - La riforma della legge elettorale sara' un tema ''centrale'' del lavoro dell'Aula della Camera la prossima settimana. E' quanto ha affermato la presidente della Camera, Laura Boldrini, in riferimento all'attivita' dell'assemblea di Montecitorio, che riprende dopo la pausa dovuta alla crisi e alla formazione del nuovo governo Renzi. Del calendario si occupera' formalmente domani la Conferenza dei capigruppo, che e' convocata per le 13. Ma per approvare la legge elettorale quanto tempo occorre, visti anche i tempi contingentati? Lo ha spiegato il relatore della legge, Francesco Paolo Sisto (FI), anche se ne ha parlato in una sede extraparlamentare, intervenendo stamane alla trasmissione Tv Rai Agora': ''Alla Camera ci vogliono 22 ore, compresa la discussione e le dichiarazioni di voto.

Diciamo -ha precisato Sisto- 26 ore complessive''. E' in forza di questa valutazione dei tempi che il capogruppo di FI, Renato Brunetta, nella capigruppo di oggi ha chiesto una immediata calendarizzazione. Di fronte all'opinione contraria della larga maggioranza degli altri, Brunetta ha lamentato un atteggiamento dilatorio arrivando ad affermare che sforando a marzo Matteo Renzi viene meno al suo primo impegno, quello di far approvare la legge elettorale alla Camera entro febbraio. Gli ha risposto la ministra per le riforme, Maria Elena Boschi, facendo tra l'altro osservare che l'affermazione di Renzi ''era a titolo politico e non come presidente del Consiglio''. La ''fretta'' di Brunetta di portare l'esame della legge elettorale subito in aula, gia' oggi, e' stata criticata in particolare dall'ex ministro Mario Mauro (Popolari per l'Italia) che in questo atteggiamento ha detto di vedere una forzatura da parte di Forza Italia legata ai propri interessi politici ed elettorali. Mauro ha altresi' riproposto l'opportunita' di rivedere le soglie previste, specialmente quella per fare scattare il premio di maggioranza. ''Noi -ha spiegato, parlando in una trasmissione televisiva- non abbiamo posto problemi a Renzi sui cosiddetti partitini, ma sulla legge elettorale bisogna alzare la soglia del premio di maggioranza''. E a chi gli ha obiettato che l'accordo con Berlusconi e' stato sul 37%, Mauro ha replicato: ''Appunto, l'accordo e' con Berlusconi, non con noi. Ci vuole una soglia di governabilita' piu' alta: almeno del 40 per cento''. In proposito vanno inoltre registrate le voci sempre piu' insistenti di una iniziativa trasversale al Senato per apportare modifiche sostanziali alla legge come appunto l'innalzamento della soglia al 40%, ma anche il meccanismo dei listini bloccati o attraverso collegi molto piccoli o con l'introduzione dell'obbligo di primarie per la selezione dei candidati. Ma non viene scartata neanche l'ipotesi di introdurre una preferenza. Altro aspetto al centro delle prese di posizione politiche e' ancora il collegamento della riforma elettorale con quella del Senato. C'e' chi propone un legame esplicito con l'approvazione di un emendamento che stabilisca l'entrata in vigore della nuova legge elettorale con la riforma del Senato. Una proposta che pero' non sembra avere prospettive concrete di accoglimento anche per motivi ''tecnici'' e non solo politici, visto l'irrigidimento che produrrebbe nell'iter di riforma, anche a danno di quella elettorale. I contrari infatti (e ce ne sono) avrebbero buon gioco ad ostacolarla boicottando la riforma costituzionale della fine del bicameralismo perfetto con la trasformazione del Senato in camera di rappresentanza territoriale. La questione potrebbe avere uno sbocco con la trasformazione dell'emendamento in un ordine del giorno, dispositivo che da' un'indicazione di rotta ma senza essere vincolante. Ma di tutto questo si tornera' a parlare nell'Aula della Camera la prossima (decisiva) settimana. min/vlm

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