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pubblicato il 19/dic/2013 18:13

Legge elettorale: primi passi di avvicinamento tra i partiti

Legge elettorale: primi passi di avvicinamento tra i partiti

di Angelo Mina. (ASCA) - Roma, 19 dic - Sulla legge elettorale si e' ancora al discorso sul metodo, pero' - forse per la prima volta - ci sono piccoli passi di avvicinamento. Significativo e' che non si e' in presenza di annunci gridati ma di affermazioni e fatti meditati che presuppongono, cioe', una ricerca di confronto che vada al di la' delle rispettive dichiarazioni di posizione. Il primo fatto lo si puo' vedere nella riunione mattutina della segreteria del Pd con Renzi, dedicata in gran parte alla riforma elettorale, che ''e' stata una riunione molto operativa'' (la definizione e' stata di Debora Serracchiani) nel corso della quale il segretario ha ribadito che in materia non ci deve essere nessuna chiusura pregiudiziale, nel senso che il confronto si deve fare con tutti e che la riforma si fa con chi ci sta. Renzi ha sottolineato che e' arrivato il momento di individuare il progetto migliore che garantisca la governabilita' e un sistema bipolare. Per quanto riguarda il confronto politico, Renzi ha confermato che contatti sono in corso anche se per ora a livello informale. Il salto di qualita', ha aggiunto, lo si avra' quando entreranno nel vivo i lavori della Commissione Affari costituzionali della Camera dove e' iniziato l'iter per la nuova legge. E' a partire da quella sede, ha fatto osservare Renzi, che si potrebbe arrivare a confronti piu' formali. Una posizione, quella del Pd, che e' stata confermata da Maria Elena Boschi, la deputata democratica incaricata di seguire il tema riforme per conto della segreteria del Pd. In particolare per quanto riguarda i contatti con Forza Italia, intervistata dal 'Foglio', ''certo che e' vero!'' ha detto, spiegando che al di la' di notizie da retroscena ''stiamo provando a capire se e' possibile lavorare con Forza Italia. Nessun mistero. Nessun segreto. Noi lo diciamo da un po'. Se non ci credete la colpa non e' nostra''. Sempre la Boschi, ha confermato che gli schemi che sono oggetto di confronto sono due: ''Il primo e' un modello a doppio turno, che puo' essere simile a quello di D'Alimonte (doppio turno di lista o di coalizione, n.d.r.) o a quello che gia' si utilizza nei comuni. Il secondo, invece, prevede un modello simile a un Mattarellum corretto. Sul primo schema e' piu' facile ragionare con le forze che sostengono il governo. Sul secondo effettivamente e' piu' facile ragionare con Fi''. Sul versante opposto, dell'opposizione, si segnala una presa di posizione di Francesco Paolo Sisto, deputato di Fi e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera. Dopo avere confermato i tempi molto stringati che dovrebbero portare all'approdo in Aula del testo di riforma entro il 31 gennaio, Sisto ha sottolineato la necessita' di una ''legge elettorale che consenta una piu' tranquilla vivibilita' del momento istituzionale, per evitare incertezze operative, illazioni strumentali, disequilibri insidiosi''. Per quanto riguarda il modello di legge elettorale, Sisto ha fatto un'aggiunta per certi aspetti innovativa: ''Il mio partito ha mostrato una preferenza per il Mattarellum solo come punto di partenza per il confronto, ma in generale credo che, se saremo tutti parzialmente insoddisfatti dalla nuova legge, vorrebbe dire che avremo raggiunto una buona mediazione''. Lo stesso Sisto, in altra occasione, ha poi ammesso che il Mattarellum e' un ''sistema macchinoso'' che presenta difficolta' e tempi non semplici. Il riferimento e' stato alla necessita' di riscrivere i collegi elettorali che sono cambiati rispetto agli anni in cui la legge Mattarella era in vigore specialmente per l'obbligo dell'adeguamento della popolazione elettorale all'ultimo censimento. Altro fatto di interesse e' la mancanza di quelle critiche di sbarramento che erano state espresse nei giorni scorsi dai partiti minori. Qualcuno, come Sel sulla sponda sinistra e Fratelli d'Italia sulla sponda destra pur con motivazioni diverse, hanno perfino convenuto sulla possibilita' di aderire ad un Mattarellum rivisitato e anche al doppio turno di coalizione. Per quanto possa valere c'e' poi un'indiscrezione su Berlusconi che avrebbe delegato a Verdini e a Sisto la trattazione della riforma della legge elettorale. Verdini e' da sempre contrario al Mattarellum e Sisto, come detto, lo ha di fatto definito un punto di partenza per Fi. A questo punto ulteriori passi di avvicinamento si potranno avere in parlamento quando - dopo le feste natalizie - la Commissione Affari costituzionali della Camera dovra' decidere su quale modello puntare. min/cam

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