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pubblicato il 28/gen/2014 12:13

Legge elettorale: possibile slittamento in Aula, contrari Pd e Forza Italia

Legge elettorale: possibile slittamento in Aula, contrari Pd e Forza Italia

(ASCA) - Roma, 28 gen 2014 - Per quel che riguarda i tempi di discussione della legge elettorale diverse forze politiche, nel corso della Conferenza dei Capigruppo di questa mattina, hanno posto l'esigenza di un ulteriore approfondimento in Commissione Affari Costituzionali, anche spostando l'approdo in Aula del provvedimento alla prossima settimana. E' quanto emerso al termine della conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Contrari alla richiesta Pd e FI, che hanno ribadito la necessita' di far arrivare in Aula il provvedimento entro la settimana, nonostante un'apertura a concedere alcune ore in piu' alla Commissione. Per superare lo stallo, la presidente Laura Boldrini ha annunciato che chiamera' il presidente della Commissione, Francesco Paolo Sisto, per chiedergli di riferire sui tempi di lavoro nel corso della Conferenza dei Capigruppo convocata per questo pomeriggio. Possibile che venga trovata un'intesa per far arrivare in Aula il provvedimento giovedi' 30 e non domani come previsto. Renzi: ''Chi vuol farla saltare lo faccia a viso aperto''. ''Se qualcuno vuole far saltare tutto, lo faccia a viso aperto e lo spieghi al Paese''. Lo scrive su Facebook Matteo Renzi, segretario del Pd, a proposito della legge elettorale. ''Rispetto - assicura Renzi - le motivazioni di chi in queste ore sta disperatamente cercando di bloccare tutto, qualcuno persino in buona fede. Ma fuori dalle stanze dei palazzi c'e' un Paese che ha bisogno di gesti concreti di cambiamento. Ora, non tra qualche anno. E una politica che non decide neanche sulle regole del gioco, non e' piu' credibile su niente. Il Pd ha fatto la sua parte, coerente con le primarie e con il voto della direzione. Abbiamo dato - ricorda Renzi - la disponibilita' a ridurre il premio di maggioranza per accogliere il rilievo di parlamentari e costituzionalisti. Ieri ho chiesto ai nostri deputati di ritirare gli emendamenti per evitare ogni alibi sulle divisioni interne. Bene, adesso tocca al Parlamento. Personalmente - conclude - non mi faro' ingabbiare nelle stanche liturgie della politica tradizionale: le carte sono in tavola, nessuno puo' bluffare''. int/

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