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pubblicato il 28/nov/2013 15:19

Legge elettorale: Pisicchio, Forza Italia tenta di intimidire Consulta

Legge elettorale: Pisicchio, Forza Italia tenta di intimidire Consulta

+++''Governo faccia subito una proposta per fine bicameralismo''+++. di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 28 nov - ''Se si segue il filo del discorso di Brunetta e di Romani sulla legge elettorale, a non essere legittimi non sarebbero solo 200 deputati, ma tutto il Parlamento, che sarebbe illegittimo insieme a tutto quello che ha votato. E' evidente che questo e' solo un paradosso.

Potrebbe avere un significato politico, ma certo non tecnico e giuridico. Siamo all'A, B, C!''. Ad affermarlo e' il deputato del Centro democratico Pino Pisicchio, presidente del Gruppo Misto, docente di diritto costituzionale a Roma. Pisicchio, che e' tra gli animatori di un gruppo trasversale ristretto che si occupa alla Camera di Riforme istituzionali e di riforma della legge elettorale, non ha dubbi: ''Considero l'esternazione di Renato Brunetta e Paolo Romani (capigruppo di Forza Italia alla Camera e al Senato, ndr) su un meccanismo perverso conseguente ad una pronuncia in materia della Corte Costituzionale, un atteggiamento intimidatorio, un tentativo di intimidire la Corte''. Secondo Pisicchio, verso la Consulta ci sono attese improprie o quanto meno premature perche' il 3 dicembre non ci sara' un giudizio di merito ma solo la pronuncia sulla ammissibilita' o meno del ricorso da parte della Cassazione.

''Va tenuto ben presente -spiega Pisicchio- che la Corte Costituzionale e' la somma magistratura, non entra cioe' in un dibattito con l'istituzione parlamentare: non e' un'istituzione che interagisce dialetticamente con le Camere, quindi trovo non utile questo esercizio retorico''. Primo, perche' sulle elezioni ''c'e' sempre e comunque la Giunta delle elezioni che deve sindacare'' eventualmente la questione con una ''valenza sul futuro e non certo sulla invalidazione dell'intero Parlamento''. Secondo Pisicchio, ''la pronuncia della Corte Costituzionale non potra' che essere a favore dell'abolizione del premio di maggioranza, come e' articolato oggi. Ma, attenzione, la Corte non puo' certo fare lei la legge elettorale, in altre parole non puo' porre quella soglia del 40% di cui si parla per attivare il premio di maggioranza. Quello che puo' fare la Corte e' dire che non e' costituzionale la non previsione della soglia''. E questo che conseguenze avrebbe? ''Che la legge elettorale diventerebbe un sistema proporzionale con uno sbarramento, attualmente previsto al 4 per cento''. Se non si trovasse una ragionevole convergenza per un altro sistema, cosa si potrebbe fare? ''Anzitutto operare su un diverso sbarramento e poi prevedere un voto articolato con preferenze plurime. E questo perche' con la previsione dell'alternanza di genere il collegio uninominale non sarebbe praticabile e lo stesso per quanto riguarda le liste bloccate''. Per quanto riguarda poi le riforme istituzionali, Pisicchio ritiene che l'uscita di Forza Italia dalla maggioranza e l'annuncio di opposizione anche su questo terreno, sia un ostacolo insormontabile per la nascita del Comitato per le riforme costituzionali. Alla Camera infattim con il passaggio all'opposizione di FI, ''non c'e' piu' la maggioranza dei due terzi'' prevista dall'articolo 138 della Costituzione e richiesta nella seconda e definitiva lettura del ddl da parte della Camera. I tempi in questo caso si allungherebbero perche' il ddl sarebbe sottoponibile a quel referendum che si voleva evitare. Pisicchio a questo punto auspica una ''operazione diversa'' da parte del governo, per affrontare il ''punto piu' urgente e inevitabile, che e' quello del bicameralismo con totale simmetria'' tra Camera e Senato, arrivando alla creazione di una ''Camera rappresentativa della territorialita'''. Insomma, un provvedimento che e' probabilmente dal ''senso piu' importante''. ''Il Governo faccia subito una proposta'', conclude Pisicchio, sottolineando che in questo modo si puo' procedere con una legge costituzionale secondo le classiche procedure previste dall'articolo 138. min/vlm

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