martedì 17 gennaio | 08:53
pubblicato il 20/gen/2014 13:18

Legge elettorale: Per l'Italia, necessaria intesa in maggioranza

(ASCA) - Roma, 20 gen 2014 - ''I gruppi parlamentari dei popolari 'Per l'Italia' ribadiscono con forza la necessita' che la maggioranza ricerchi al proprio interno una intesa sulla legge elettorale prima che la commissione Affari costituzionali della Camera inizi la votazione dei testi. Non e' accettabile infatti che partiti e gruppi parlamentari - grandi o piccoli che siano - che sostengono responsabilmente il Governo, anche essendo numericamente determinanti come nel caso dei nostri senatori, vengano posti di fronte a fatti compiuti da parte del Pd. Il rispetto della dignita' politica di ciascuno non puo' essere messo in secondo piano e la pur doverosa apertura in tema di regole elettorali alle forze di opposizione non puo' cancellare il dovere di lealta' verso i partner di una maggioranza sorretta con grande fatica fino ad ora da tutti noi''. Lo affermano in una nota i presidenti dei gruppi parlamentari popolari Per l'Italia di Camera e Senato, Lorenzo Dellai e Lucio Romano, e i rispettivi vicepresidenti vicari, Giuseppe De Mita e Aldo Di Biagio.

''Quanto al merito - scrivono - noi restiamo convinti di un sistema ispirato al doppio turno obbligatorio, che garantisce al primo turno proporzionale la rappresentanza pluralistica delle culture politiche e al secondo turno una maggioranza certa in Parlamento, cosa in realta' non affatto garantita dal sistema ipotizzato sabato da Renzi e Berlusconi. Rispetto al loro schema, peraltro, riteniamo in ogni caso pregiudiziale risolvere due questioni''. ''In primo luogo - proseguono nella nota - e' fuori da ogni logica e da ogni ragionevolezza costituzionale fissare la soglia per il premio di maggioranza al 35 per cento. Tenendo conto oltretutto della affluenza al voto nelle ultime consultazioni, vorrebbe dire che con il 20/25 per cento del consenso reale sul totale degli italiani, una coalizione potrebbe disporre del 55 per cento dei parlamentari.

Apprendiamo ora che si proporrebbe un secondo turno di coalizione se nessuno raggiunge tale soglia. E' una novita' degli ultimi minuti che sanerebbe il rischio della ingovernabilita' insito nello schema noto fino a ora, ma che non sana l'abnorme sproporzione tra consenso e rappresentanza parlamentare in caso di raggiungimento del 35 per cento''. ''In secondo luogo, il meccanismo ipotizzato, a quanto e' dato ora di sapere, non garantisce affatto il rapporto tra elettore ed eletto ribadito dalla Corte Costituzionale ma soprattutto richiesto fortemente dai cittadini e da noi ritenuto ineludibile. Anche se le liste sono 'corte' e i nomi dei candidati sono indicati sulla scheda - sottolineano - il riparto degli eletti avverrebbe su base nazionale e dunque la conseguenza diretta tra voto dell'elettore e elezione del parlamentare non si configura in nessun modo: un voto dato in una circoscrizione per fiducia al candidato di una lista puo' determinare l'elezione di un altro candidato della stessa lista in una circoscrizione diversa. Resta infine lo stupore per affermazioni tanto demagogiche quanto infondate. La politica italiana ha subito in questi vent'anni fenomeni di instabilita' e di ingovernabilita' per le contraddizioni interne alle coalizioni dovute alla crisi dei grandi partiti e non certo all'inesistente potere di veto delle piccole formazioni. E in ogni caso - conclude - l'Italia non e' uno studio televisivo ma una comunita' di persone ed il rispetto del pluralismo delle idee e delle culture politiche e' cio' che distingue la 'rappresentazione' dalla capacita autentica di 'rappresentanza'''.

com-brm/cam/ss

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