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pubblicato il 17/gen/2014 15:16

Legge elettorale: Pd decide lunedi'. Ma quale maggioritario per Renzi?

Legge elettorale: Pd decide lunedi'. Ma quale maggioritario per Renzi?

di Angelo Mina.

(ASCA) - Roma, 17 gen 2014 - Lunedi' prossimo 20 gennaio, San Sebastiano, la direzione del Pd nel pomeriggio e' chiamata ad approvare il modello di legge elettorale che proporra' il segretario Matteo Renzi. Alta e' la curiosita' di politici ed osservatori su quale sistema verra' scelto tra i tre che sono stati proposti dallo stesso Renzi nella lettera inviata a tutti i leader politici.

I modelli, e' ormai noto, sono lo spagnolo, il Mattarellum e il doppio turno ispirato al sistema in uso per i sindaci.

Tutti e tre i modelli sono rivisitati, proposti cioe' con delle varianti rispetto agli originali. Per i primi due la variante e' un premio di maggioranza che dovrebbe garantire un vincitore e soprattutto la condizione di governabilita'.

Per il terzo, quello impropriamente definito del sindaco d'Italia, la variante e' diversa perche' non ci sarebbe l'elezione diretta del premier (come invece avviene per i sindaci) ma la sua legittimazione avverrebbe con un secondo turno (eventuale) con ballottaggio nazionale tra le prime due liste. Ballottaggio eventuale perche' se una lista arrivasse al 40-45% scatterebbe un premio che le garantirebbe il 55% dei parlamentari. Qual e' il sistema preferito da Renzi, per il quale dice di volere il confronto e possibilmente il consenso con tutti? Finora le carte sono rimaste abbastanza coperte, anche perche' in queste questioni e' facile avere delle subordinate che poi risultano le carte vincenti. Qualche indizio comunque lo ha offerto lo stesso Renzi ieri nel suo intervento alla direzione democratica. Anzitutto ha ribadito le condizioni che aveva espresso alle primarie: sistema maggioritario, possibilita' di scelta dell'elettore, individuazione la sera stessa del voto del vincitore e quindi della maggioranza politica di governo. Che voglia un maggioritario e' confermato dal giudizio negativo dato al proporzionale e soprattutto a chi si mostra tentato da questo sistema dopo la sentenza della Consulta. Sistema legittimo, ha sottolineato, ma che non corrisponde ai principi espressi dalle primarie, dei veri e propri paletti su cui ha chiesto e ottenuto il voto della direzione. A questo punto la domanda e' quale maggioritario? E' diffusa la sensazione (e Renzi non ha fatto nulla per smentirla) che il gradimento maggiore vada al modello spagnolo. Sistema proporzionale in entrata ma con un'uscita fortemente maggioritaria. L'effetto e' assicurato da molte piccole circoscrizioni con liste di candidati altrettanto corte, con un massimo di 5-6 candidati. Calcolando uno sbarramento iniziale al 5% che si innalza di fatto a causa delle piccole dimensioni circoscrizionali e al non conteggio dei resti, al punto che in Spagna si arriva a soglie anche oltre il10%, si puo' dire che e' un sistema che privilegia i partiti maggiori a danni dei piccoli e dei medi, se non hanno una consistente presenza territoriale. E' un fatto che tra le molte cose dette ieri alla direzione, Renzi ha parlato della necessita' di mettere fine ai condizionamenti dei piccoli partiti. Altro indizio e' nell'affermazione che per garantire la governabilita' e' piu' importante il premio del doppio turno.

E ancora sull'eventualita' del doppio turno, ha affermato l'importanza di stabilire come ci si presenta al primo. Sono considerazioni che, e' vero, fanno ritenere piu' probabile il modello spagnolo con un premio di maggioranza, ma non vengono del tutto esclusi gli altri due modelli, specialmente il Mattarellum senza scorporo e con una riduzione della quota proporzionale al 10%, per realizzare un premio (o piu' propriamente un'estensione del maggioritario) fino al 15% dei seggi uninominali con il meccanismo del recupero dei migliori perdenti (eventualmente, ma non necessariamente con il ricorso ad un secondo turno). Il doppio turno di coalizione resterebbe come terza scelta, ma potrebbe essere ripescato alla luce di quella affermazione di Renzi che e' piu' importante come ci si presenta al primo turno piuttosto che al secondo. Questo potrebbe far pensare ad ibridazioni che pure sono state delineate in questi giorni da alcuni esperti: un primo turno con i collegi (come per il Mattarellum) e un secondo turno concepito come spareggio fra le due liste che hanno ottenuto piu' seggi. La forza di questo ibrido e' data dalla considerazione che il modello spagnolo assegna con il proporzionale l'85% dei seggi e le prime due forze, secondo tutte le proiezioni, prenderebbero poco piu' del 30% e la maggioranza di governo alla sera del voto non la si avrebbe nemmeno col premio del 15%. Aumentare allora il premio? Ma in questo caso si sarebbe al confine della situazione che e' stata bocciata dalla Consulta per il Porcellum. Altro indizio offerto da Renzi e' il legame della riforma elettorale con quella istituzionale: la fine del bicameralismo paritario con la soppressione del Senato come e' oggi e riforma del Titolo quinto della Costituzione sul federalismo. Una legge elettorale, come ha detto Renzi, si puo' fare nel giro di un mese, ma certo una modifica costituzionale richiede un anno di tempo. min/vlm

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