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pubblicato il 16/gen/2014 10:29

Legge elettorale: Parisi, votare col proporzionale sarebbe un dramma

Legge elettorale: Parisi, votare col proporzionale sarebbe un dramma

(ASCA) - Roma, 16 gen 2014 - ''Dopo la sentenza della Corte Costituzionale possiamo dire definitivamente che ormai tornare al voto con il Porcellum non si puo', ma tornarci con la legge del '92 (l'unica volta che si voto' con il proporzionale e la preferenza unica) non si deve''. Arturo Parisi, in un'intervista ad Avvenire, mette in guardia il Paese: ''Sarebbe un dramma. Di nuovo in balia del proporzionale. Di nuovo governi fatti, disfatti e rifatti in Parlamento ogni 10 mesi''. L'ex ministro della Difesa non crede in una nuova legge elettorale. ''Non consiglierei a nessuno di scommettere che sia a portata di mano'', dice. E applaude al lavoro di Renzi: ''E' l'unico che ha scommesso sulla conquista di una responsabilita' di governo fondata su una investitura diretta dei cittadini''. Parisi poi si sofferma sul possibile ''faccia a faccia'' con Berlusconi. ''Sul dovere del patto, posso solo ripetere ancora una volta la prima riga della prima scheda del programma dell'Ulivo del 1996, quella dedicata alle riforme che seguii personalmente. ''Un patto da scrivere assieme'', scrivemmo allora. Riscriverei lo stesso anche ora. Purtroppo ricordo anche come fini'. La verita' e' che Berlusconi cambia continuamente la sua posizione, perche' continuamente cambiano le sue convenienze. Fino a ieri pensava che la convenienza massima fosse per lui andare ad elezioni subito. Ora potrebbe pensare che gli conviene far logorare il governo un altro anno e assieme al governo lo stesso Pd''. Parisi poi esclude l'ipotesi di un Renzi premier senza passare dal voto.''Renzi sa che la sua forza e' nella sua novita'. E la sua novita' sta nel poter rivendicare un mandato popolare diretto, un mandato a cambiare i politici e le politiche. Esattamente l'opposto di Letta che, non disponendo di questo mandato, affida il suo rafforzamento alla durata della permanenza nella carica''. L'ultimo passaggio e' sul rimpasto. ''Altro che rimpasto'', dice Parisi. ''Se proprio non si riuscisse ad andare al voto - che considero la prima opzione - e' di un nuovo governo che ci sarebbe bisogno. Un governo che prenda atto che la maggioranza e' cambiata, e che a partire da questo riconoscimento mettesse a punto un nuovo programma''. Ma esiste l'ipotesi di un voto a maggio: ''E' quello che a lungo ho sperato: solo un voto puo' offrirci la prospettiva di una ripartenza. E' per questo che ho considerato il semestre europeo null'altro che un pretesto per continuare. Un pretesto per qualche verso prezioso fino a quando serviva a portare a compimento il programma fondato sulla sequenza ''riforma istituzionale, ripresa, legge elettorale''. Ma ora? O qualcuno pensa che per gli interlocutori che incontreremo nel semestre europeo un governo che muore possa apparire piu' affidabile e autorevole di un governo che nasce?''.

com/vlm

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