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pubblicato il 16/gen/2014 08:17

Legge elettorale: oggi Renzi vede Letta, poi la parola alla Direzione Pd

Legge elettorale: oggi Renzi vede Letta, poi la parola alla Direzione Pd

(ASCA) - Roma, 16 gen 2014 - Riunione di Direzione del Pd convocata alle 16. All'ordine del giorno l'orientamento da definire sulla riforma elettorale e un primo scambio di opinioni sul Job act presentato nelle linee essenziali nei giorni scorsi da Matteo Renzi. Il segretario del Pd in mattinata incontrera' Enrico Letta, tornato ieri dalla sua visita ufficiale in Messico e intenzionato a verificare in tempi rapidi la possibilita' di aggiornare il patto di coalizione che sostiene il governo procedendo contemporaneamente al rimpasto sostituendo alcuni ministri. Il presidente del Consiglio si era incontrato con Renzi prima di partire per Citta' del Messico ma ora vuole verificare cosa si cela dietro il suo attivismo politico non solo sul problema della riforma elettorale (per esempio, quel porre con forza nel programma i temi dello ''ius soli' e delle unioni civili che non piacciono al Nuovo centrodestra, accanto ai provvedimenti economici da attuare a breve scadenza). Letta teme che le distanze dal governo e dal rimpasto che Renzi sottolinea in ogni dichiarazione possano celare imboscate politiche per arrivare quanto prima al voto anticipato. A complicare il compito del premier ci pensa anche il caso di Nunzia De Girolamo, ministro dell'Agricoltura, che domani esporra' la sua autodifesa nell' Aula della Camera rispetto alle accuse di aver favorito alcuni appalti per una Usl di Benevento. I renziani insistono nel chiedere le dimissioni del ministro. Il M5S ha presentato una mozione di sfiducia. A proposito di legge elettorale, e' improbabile che Renzi incontri Silvio Berlusconi prima della riunione di Direzione del Pd. ''Se ci vediamo, e' per provare a chiudere'', ha detto il segretario del Pd al Tg5 non escludendo l'eventualita' del faccia a faccia: ''Prima dovremmo sistemare per benino le cose perche' l'incontro abbia un senso. Se l' incontro deve essere per prendere un caffe', ognuno resti a casa sua. Io credo che Forza Italia non si debba limitare a dire si' a una delle leggi elettorali che stiamo discutendo ma, per esempio, che accetti la nostra proposta di superare il Senato e le Province. Gli italiani ci chiedono di fare veloce le cose che servono''. Dubbi sul colloquio Renzi-Berlusconi, di cui si parla da parecchi giorni (ieri alcune indiscrezioni indicavano che si sarebbe potuto svolgere addirittura nella sede del Pd a largo del Nazareno), serpeggiano tra gli stessi renziani in quanto lo sconsiglierebbe la condizione giudiziaria di Berlusconi. Il no all'incontro e' diventata intanto la posizione ufficiale della minoranza del Pd che provera' questo pomeriggio a dare lo stop definitivo sostenendo che potrebbe servire solo a resuscitare politicamente Berlusconi. Il dissenso verte pure sul metodo con cui Renzi sta conducendo le sue consultazioni sulla riforma elettorale. Letta e il Nuovo centrodestra, come gli oppositori al segretario del Pd all'interno del partito, ritengono che l'accordo sul modello elettorale andrebbe trovato prima nella maggioranza e poi messo a confronto con le opposizioni di Forza Italia e M5S. Renzi ha ripetuto la propria opinione su twitter, dopo la riunione di segreteria del Pd di ieri e dopo aver avuto un colloquio con Angelino Alfano, vicepremier e leader di Ncd: ''Legge elettorale. Le regole si scrivono tutti insieme, se possibile. Farle a colpi di maggioranza e' uno stile che abbiamo sempre contestato''. Un altro incontro c'e' stato ieri con Nichi Vendola, leader di Sel. Pippo Civati, terzo classificato nelle primarie del Pd dopo Renzi e Gianni Cuperlo, annuncia sul merito della riforma elettorale: ''Va bene il Mattarellum con poche modifiche, non un premio del 25% aggiuntivo all'effetto maggioritario di quel sistema''. Civati chiede che il segretario faccia chiarezza sulle sue intenzioni: o si vota a maggio o e' inutile far fibrillare il governo. Ncd e Popolari per l'Italia, con una nota comune che e' il primo atto politico di avvicinamento tra i due gruppi parlamentari, insistono per un'intesa nella maggioranza sulla proposta di doppio turno di coalizione ritenendo che ''le motivazioni della Consulta avvalorino questo sistema come il piu' idoneo a evitare un'eccessiva divaricazione tra rappresentanza e voto, poiche' sono proprio gli elettori a decidere la maggioranza''. Un no secco al dialogo arriva dal M5S. ''Le tre proposte di Renzi sono astratte ed evidentemente incostituzionali'', dichiara Gianroberto Casaleggio incontrando alcuni parlamentari grillini a Montecitorio, argomentando che l'opzione ufficiale del M5S arrivera' alla fine di una consultazione via internet che si concludera' alla fine di febbraio. Da qui a quella data, secondo Casaleggio, non ci sara' alcun negoziato con le altre forze politiche. gar/mau

 

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